martedì 23 ottobre 2012

I nodi di scambio e il trasporto flessibile


Oggi giorno, appare sempre più necessaria una rivoluzione sociale e culturale rivolta al mondo del trasporto pubblico (TPL). L’esistenza di un sistema di trasporto efficace e ben progettato, non può più essere messa in discussione in nessun ambito sia esso metropolitano o urbano. Naturalmente, il modo di approcciarsi ad esso è differente nel momento in cui il campo d’azione varia tra una grande città come Roma o le altre capitali europee, ad una cittadina di dimensioni più piccole come può essere Anzio. E’ opinione diffusa ritenere che, poiché si vive in una realtà maggiormente circoscritta, parlare di “sistemi alternativi di trasporto” o di “trasporto intermodale” sia una follia. La realtà è però ben diversa e ce lo confermano esempi e studi in ambito nazionale ed europeo. Un buon sistema di trasporto, non implica per forza di cose un “ grande sistema” ma il più delle volte è sinonimo di coordinazione e di interscambio.  Ed è qui che si basa il concetto di “sistema di mobilità sostenibile”, che prende vita nelle piccole, e solo successivamente grandi, città francesi.  Elementi fondamentali per la realizzazione di questo scopo sono: i nodi di scambio ( “The geographical location where two network interconnect and exchande traffic”) e il trasporto flessibile. Nella nostra vita, sarà capitato almeno una volta di sentire nominare queste parole, ma poiché siamo distanti anni luce dal resto d’Europa, ci sembra una cosa così impossibile e quanto meno utopica, specialmente se poi le rapportiamo ad un Comune come Anzio, dove a mala pena funzionano i treni e ogni tanto passa qualche autobus. Ma di cosa stiamo parlando? E’ veramente così difficile realizzare tutto questo, o forse manca la volontà e l’organizzazione? Per essere brevi, definiamo i nodi di scambio intermodale come quei luoghi dove è possibile passare facilmente da un mezzo di trasporto ad un altro, con costi contenuti, modalità semplici, percorsi comodi e tempi ridotti. Il loro scopo è infatti quello di facilitare la continuità del viaggio ed aumentare la velocità degli spostamenti, garantire un uso moderato del mezzo privato e lo sviluppo del mezzo pubblico. Attualmente, il trasporto su strada è, dopo la produzione di energia elettrica, la seconda causa di emissioni di gas serra in Europa, oltre a rappresentare un elemento cardine dell’emergenza sanitaria a causa delle emissioni di PM10, che sono causa di asma, enfisemi e tumori ( secondo l’OMS più di 8000 morti l’anno sono legate agli effetti a lungo termine di queste emissioni), non dimenticando poi l’inquinamento acustico ( rilevante soprattutto nelle grandi città). I nodi di scambio hanno un ruolo fondamentale anche per la riduzione del tempo perso: infatti, l’ANCI ( Associazione Nazionale Comuni Italiani) rivela che gli automobilisti passano in media due settimane  all’anno in automobile fermi nel traffico. Si deve creare un nuovo equilibrio urbano, investendo sul trasporto pubblico e sull’integrazione fra gli spostamenti con mezzo privato e quelli con mezzo pubblico, progettare modelli di mobilità sostenibile ispirati al principio dell’uso efficiente del territorio e delle risorse naturali, migliorando così la qualità della vita dei cittadini e la riduzione dei costi individuali e sociali. In quest’ottica, importanza fondamentale la rivestono i parcheggi di scambio. Riportando il discorso al contesto locale, è fondamentale implementare la disponibilità dei parcheggi di scambio, che non devono essere pensati come semplici stalli dove lasciare l’automobile, ma concepiti come centro integrato dei di trasporti e servizi di vario genere. Uno studio condotto dall’ADAC ( Allgemeiner Deutscher Automobil-Club) mostra dei dati che fanno riflettere: il sistema dei nodi di scambio ( Park and Ride) è molto eterogeneo tra le varie città, soprattutto a livello di tariffe. Infatti, in alcuni casi, la sosta è addirittura gratuita, in altri si usa il sistema misto in cui il prezzo del parcheggio è inglobato in quello del biglietto. Molto dipende dal gestore, nel caso di Amministrazione Pubblica, solitamente i parcheggi sono liberi o a costi bassissimi, diverso se il gestore è privato. L’analisi del best practices europee mostra come i nodi di scambio non sono semplici luoghi di passaggio, ma elementi di riqualificazione e valorizzazione di pari di città.  Nel momento in cui si definisce un nodo, è necessario ridimensionare completamente le strade d’accesso creando corsie riservate per taxi e autobus, e stalli per le biciclette. Una volta individuato e realizzato, ad esso si associa il criterio del trasporto flessibile, in opposizione al trasporto convenzionale. Questo, è un mondo vastissimo, dietro il quale esistono studi approfonditi e molte pubblicazioni. Il concetto di trasporto flessibile, nasce nel nord Europa ( Germania, Svezia e Belgio) e in alcuni stati degli USA. Velocemente però si allarga a molti Paesi, diventando in alcuni casi un vero e proprio rivale del trasporto convenzionale. In breve, riportiamo alcuni sistemi, per convenienza quelli più utilizzati nel nord Europa, ma è comunque necessario sottolineare che oltre a questi indicati, si conoscono molti altre modalità utilizzate con successo nel mondo.
1)      Trasporto taxi collettivo: è il sistema di trasporto pubblico migliore, ma anche il più costoso. Nasce così il taxi collettivo, il servizio è molto simile a quello tradizionale, ma il prezzo nettamente inferiore poiché la corsa è divisa tra più utenti contemporaneamente. Si prevede l’uso di paline alle fermate “ linea connessa al taxi collettivo con prenotazione a bordo”. La prenotazione dovrà essere fatta prima dell’arrivo con un congruo anticipo. All’atto della prenotazione il viaggiatore riceve un tagliando con un numero identificativo e una volta giunto al punto d’arrivo, dovrà cercare tra i taxi collettivi presenti, quello che espone il suo numero, e specificare all’autista il proprio indirizzo (naturalmente entro la zona prevista al momento della prenotazione). Per essere prelevati a domicilio e accompagnati al capolinea si dovrà telefonare specificando l’orario desiderato. In caso di uso frequente sarà possibile effettuare degli abbonamenti.

2)      CarSharing è una forma organizzata di utilizzo di un auto in comune, con percorsi ed orari non fissi, e con fermate a prenotazione dislocate sul territorio. E’ un sistema rivoluzionario per coloro che non usano in modo abituale l’auto, e comporta un risparmio rilevante rispetto al trasporto privato su gomma. Le aree di parcheggio nei nodi di scambio devono prevedere posti riservati per questo tipo di trasporto. Il costo è diviso tra un costo fisso ( quota d’ingresso per entrare nell’associazione) e un costo variabile ( quota chilometrica o quota oraria). Questo oltre ad avere importanti vantaggi economici, comporta un miglioramento delle condizioni ambientali ( meno auto). In Italia questo sistema è molto sviluppato nella provincia di Milano.  La variante a questo è il Cash-Car, ma non praticato in Italia.
3)      Carpooling ( o autostop organizzato) molto in voga tra i giovani. A differenza del CarSharing, le auto utilizzate sono private: gli utenti si accordano via web. In questo caso colui che mette a disposizione l’auto, si registra su un apposito sito ( può essere anche di gestione comunale) e scrive l’ora e il punto di partenza. Il secondo utente, sprovvisto di macchina, contatta il conducente e si accordano per la partenza. L’unico costo previsto è quello legato alla divisione del carburante. Questa tecnica, è considerata l’evoluzione dell’autostop, in quanto migliora notevolmente i parametri legati alla sicurezza, poiché entrambi i partecipanti sono iscritti ad un sito e quindi facilmente riconoscibili e  individuabili.
4)      Call a Bike prevede la possibilità di prelevare la bicicletta direttamente alle stazioni in un parcheggio bici, previa una registrazione antecedente. Gli utenti ricevono un numero clienti e possono prenotare anticipatamente per via telefonica la loro bici. L’utilizzo di questo sistema di scambio è detto Bike and Ride. Previsto anche l’uso di bici elettriche.
5)      Parken und Mitfahren è il sistema nato in Germania che prevede l’accordo tra più utenti presenti sullo stesso mezzo che compiono puntualmente lo stesso tratto alla stessa ora ( caso pendolari). Viene utilizzata a turno un auto privata messa a disposizione da uno di questi. Anche in questo caso, tal pratica può essere registrata e ottenere la garanzia del posto riservato nel parcheggio di scambio. 
                                
                                                                                                              Simone Di Donna


giovedì 18 ottobre 2012

Decreto Interministeriale del 5 ottobre 2012: l'ultima follia in campo occupazionale

Questo Governo continua ad attuare le stesse politiche del lavoro che nessun risultato positivo hanno prodotto negli ultimi 30 anni.

Invece di ricercare le condizioni necessarie per la creazione dell'occupazione, si continuano a sprecare enormi risorse (e chi se ne frega degli esodati) per contributi economici  alle aziende che, al loro esaurimento, condurranno alle inevitabili sequenze di cassa integrazione, licenziamenti e mobilita'.

 

Gli incentivi premieranno solamente gli incrementi occupazionali avvenuti entro il 31 marzo 2013. La prossimita' di questa data con le future elezioni rende la causalita' quanto meno sospetta.

Certo e' che in un momento cruciale per il nostro Paese vi saranno alcuni che, al momento giusto oseranno gridare vittoria per l'inevitabile riduzione del tasso di disoccupazione, omettendo pero' di sottolineare che questo successo si tramutera' nell'ennesima sconfitta nel momento in cui le aziende avranno "bruciato" i contributi statali.

 

Tutti conoscono le risorse stanziate per questo provvedimento: 230 milioni di euro. Nessuno pero' e' in grado di prevedere l'enorme costo che la collettivita' paghera' in termini di indennita' di disoccupazione, mobilita' e cig nel momento in cui tali "nuove" assunzioni si tradurranno in "nuovi" licenziamenti.

 

Entrando nel vivo del provvedimento di legge, accolgo con favore quanto meno l'agevolazione per coloro che stabilizzeranno i pregressi rapporti di lavoro precario in contratti a tempo indeterminato. La cosa assurda, folle, iniqua, delinquenziale e' a mio avviso il fatto che, per quanto riguarda le "nuove" assunzioni, verranno incentivate  quelle effettuate con contratto a termine e non quelle con contratto a tempo indeterminato.

 

Valerio Pollastrini

giovedì 4 ottobre 2012

Resoconto dell'incontro con i pendolari


Il giorno 28/09/2012 si è svolto l’interessante e stimolante incontro organizzato dall'Idv e dal Prc con i comitati locali per la tutela dei pendolari della tratta Roma - Nettuno (FR8).  Il dibattito è stato aperto dal candidato Sindaco Valerio Pollastrini che ha ricordato come tale iniziativa faccia parte di un progetto più ampio che prevede una serie di incontri, da parte delle forze politiche che appoggiano la sua candidatura, con comitati e associazioni locali, per conoscere in modo profondo le problematiche territoriali e costruire un percorso utile alla ricerca di possibili soluzioni.
L’Ing. Simone Di Donna, responsabile del settore mobilità e trasporti dell’IdV di Anzio, ha poi  spiegato  come si sviluppa la rete ferroviaria italiana, in particolar modo quella laziale, e come RFI ( Rete Ferroviaria Italiana) gestisca dal punto di vista aziendale le varie tratte. 
Il dibattito si è incentrato sulle esperienze dei Comitati che hanno avuro modo di riepilogare le loro battaglie e le modalità con cui le varie amministrazioni e  la società RFI, si sono rapportate fino ad oggi con loro.  
Il Sig. Ferracci, presidente dell’ Associazione Pendolari Apriliani,  ha raccontato  le molteplici iniziative in favore degli utenti della tratta Roma-Nettuno e i vari tavoli di confronto con gli Enti interessati. Tra le problematiche emerse, di primaria importanza è risultata quella relativa al numero insufficiente di posti a sedere sulle varie carrozze. Criticità che diventa emergenza già dalla stazione di Padiglione nel viaggio Nettuno – Roma, ma che risulta prassi quando il treno è in partenza dalla Stazione Termini, specialmente nelle ore di punta. E' stata portata alla nostra attenzione la delibera n° 19 “Progetto Tipo3”, emanata da RFI nel marzo 2007, che prevede l’assegnazione al “Referente di Progetto” dell’importo di  Euro 350.000,00 nell’ambito del Programma “Studi di Fattibilità Progetti Infrastrutturali” che riguarda, tra gli altri interventi , anche il potenziamento del tratto Campoleone – Nettuno.  Attualmente, non si hanno notizie sulle intenzioni di attuazione del documento citato, e ci si chiede se e dove siano stati investiti i soldi stanziati.
 Il rappresentante del Comitato di Aprilia, ha poi illustrato una serie di accordi stipulati tra RFI e Regione Lazio, nel merito degli interventi strutturali e tecnologici da apportare alla linea Roma-Nettuno. Parte di questi sono stati realizzati, anche se in modo non completo, mentre gli altri sono stati totalmente ignorati.  A conclusione del suo intervento, il Sig. Ferracci, ha ricordato l’importanza di fare fronte comune su questo tema, sia dal punto di vista dei comitati cittadini che nascono spontaneamente, sia da parte di amministrazioni locali e partiti. Forte è il desiderio che la voce dei pendolari  non arrivi frammentata alle orecchie di chi ha il dovere di ascoltarla, ma che, unita in un solo grido,  mostri appieno il proprio sdegno.
A prendere la parola sono stati poi i rappresentati del Comitato Pendolari FR8a Carrozza, nelle persone della Dott.ssa  Silvia Bonventura  e  del Dott. Maurizio Lo Piparo. La prima, ha raccontato delle difficoltà che i comitati locali incontrano nel confrontarsi con gli enti preposti, pur sottolineando che molto spesso vi è un colloquio diretto con tecnici e amministratori regionali assolutamente preparati e disponibili, ma che, per diversi motivi, vi è sempre qualcosa che impedisce la realizzazione degli accordi presi.
Un dato confortante è che la Regione Lazio, a differenza di molte altre regioni che hanno subito tagli importanti a causa della crisi nazionale e delle difficoltà di RFI, sia stata una delle poche fortunate a mantenere invariato il numero di tratte e di corse sulla propria rete.
 La Dott.ssa Bonaventura ha poi evidenziato che un obiettivo per il quale è necessario battersi è quello dell’aggiunta di un ulteriore carrozza passeggeri a due piani. Un simile intervento aumenterebbe la capacità di trasporto del treno e risolverebbe enormi disagi per chi usufruisce del servizio. Al contrario, accade sovente che, per mancanza di personale a bordo, alcune carrozze del treno vengano chiuse e i passeggeri costretti a viaggiare in piedi contro ogni norma di sicurezza.
Il Dott. Lo Piparo ha invece lamentato che basterebbe un piccolo sforzo, da parte di chi gestiste il sistema, per evitare pesanti difficoltà agli utenti. In quasi tutte le stazioni ormai sono stati installati altoparlanti, ma spesso essi non vengono utilizzati per fornire tempestivamente indicazioni riguardanti ritardi o eventi che compromettono la regolare circolazione. Purtroppo di frequente accade  che i pendolari si trovino in balia dei ritardi, senza alcuna informazione su eventuali scelte alternative utili per poter tornare a casa o recarsi a lavoro.
  Il Comitato Pendolari FR8a Carrozza ha invitato i presenti e tutti i cittadini, a prendere parte all’iniziativa “Giornata del Camminare” che si terra' domenica 14 Ottobre. In tale occasione verrà percorsa la tratta Roma-Nettuno, alternando l’uso del treno a passeggiate educative il cui scopo è quello di aiutare a comprendere le caratteristiche storiche, architettoniche e urbanistiche del nostro territorio ( per info: classactionromanettuno@gmail.com).
Conclusi gli interventi,  si è registrato un intenso confronto tra i numerosi presenti. Il discorso si è incentrato sul  mancato controllo sui treni dovuto alla carenza di personale. L'inaffidabilità del sistema si ritiene inoltre dovuta allo spreco di soldi per lavori giudicati non  funzionali al miglioramento della qualità del viaggio e all’evidente assenza di ammodernamento della linea che, a parte pochi interventi strutturali, non sembra aver subito alcuna miglioria nel corso degli anni. Non va poi  dimenticata la questione della sicurezza delle stazioni la cui competenza, ad eccezione di quelle nodali di scambio, è risultata essere pertinenza delle Amministrazioni comunali. Spesso le stazioni si presentano in stato di totale degrado e risultano pericolose per coloro che attendono il treno. Emblematico è il caso della  Stazione di Lavinio, recentemente sistemata da RFI e che versa nuovamente in condizioni pietose a causa del completo disinteresse dell’amministrazione locale, nonostante le molte promesse.
L’Ing. Di Donna ha  sollevato l’importanza della realizzazione di parcheggi di scambio intermodale che permetterebbero agevolmente all’utente di cambiare il proprio sistema di trasporto durante il viaggio senza ulteriori spese. Si tratta di un sistema che  comporterebbe un aumento sostanziale dell’attrattiva verso il sistema ferroviario e una maggiore facilità di spostamento degli utenti. Queste condizioni, particolarmente sviluppate nel resto dei paesi europei, sarebbero praticabili a costi assolutamente contenuti purchè vi fosse una reale intenzione, sia delle Amministrazioni locali che dell’Ente responsabile del servizio ferroviario, ad intraprendere una strada che porti nel breve periodo all’ottimizzazione del trasporto sul ferro e ad uno sgravio del numero di utenti che scelgono il trasporto su gomma. Per coloro che volessero approfondire questi temi è possibile mettersi in contatto con il nostro responsabile alla mobilità per mezzo del seguente indirizzo mail: info@idvanzio.it.
La conclusione del dibattito è stata sancita da un intervento forte e deciso da parte di uno dei membri del direttivo dell’Italia dei Valori, il Sig. Giorgio Moscatelli, che ha sottolineato come, molto spesso, ci si dimentichi dei doveri che le Istituzioni hanno nei confronti dei cittadini. Al contrario   sembra quasi che siano questi ultimi a dover fornire soluzioni a coloro che invece avrebbero il dovere di garantirle. "Nell'era in cui si mandano sonde su marte, appare assurda l’immobilità di coloro che da anni, facendo false promesse,  non riescono a trovare soluzioni a problemi che in realtà non sembrano  insormontabili".

Idv e Prc Anzio
Valerio Pollastrini Sindaco

mercoledì 3 ottobre 2012

Resoconto sulla conferenza stampa che ha sancito ad Anzio l'alleanza tra Prc ed Idv

Si è svolta ieri, presso la sede del Partito di Rifondazione Comunista, la conferenza stampa che ha sancito l’alleanza tra Prc e Idv per la candidatura a sindaco di Anzio di Valerio Pollastrini.
Umberto Spallotta, segretario del Prc di Anzio, ha  evidenziato le ragioni che hanno indotto il suo partito a sostenere la candidatura avanzata dall’Idv. La figura di Pollastrini rappresenta infatti una chiara spinta al rinnovamento dell’attuale classe politica e offre idonee garanzie per la necessaria attenzione verso i temi sociali che accomunano la nuova coalizione.
Luigi Visalli, per conto dell’Idv, ha riepilogato il processo che ha portato al distacco dal resto del centro sinistra.  Nel suo intervento è stato ricordato come i due partiti, fin dall’inizio dell’anno, abbiano chiesto al Pd di individuare un candidato che potesse raccogliere il consenso di tutti gli schieramenti di opposizione. Il timore palesato era quello di arrivare a ridosso delle elezioni con il rischio di essere poi costretti ad accettare una candidatura di ripiego. Vista l’assenza di sensibilità verso tale richiesta, la scelta di unirsi in un percorso comune è stata una logica conseguenza all’immobilismo degli altri partiti di sinistra.

A proposito della sanita'

Sono allarmanti i dati emersi dal forum sulla sanità che si è tenuto il 19 settembre presso la sede Idv di Anzio.

Una compiuta analisi ha permesso ai numerosi presenti di comprendere appieno quali dovranno essere le "pressioni" che la futura Amministrazione comunale avrà il dovere di attuare nei confronti della Regione Lazio.

La visione generale delle politiche sanitarie degli ultimi anni palesa un chiaro indirizzo orientato a favorire il potenziamento delle strutture ospedaliere dei Castelli Romani attraverso il progressivo impoverimento delle risorse dedicate al nostro territorio.

Sulle responsabilità di chi ha governato la città, mi limito a sostenere che  la priorità assegnata alla concessione per il nuovo porto ha forse distolto l'attenzione da problemi certamente più importanti.

La certezza è che, mentre con tenacia veniva "strappato" il consenso regionale per il porto, lo stesso Ente arricchiva strutture "amiche" impoverendo le risorse dell’ospedale di Anzio. La coincidenza temporale induce il legittimo sospetto che tra due battaglie la nostra Amministrazione ne abbia scelta una a discapito dell'altra.

E’ frequente che, dinnanzi a condotte di questo genere, si e' soliti ripetere che si tratti di "scelte politiche". Dal momento che in questo caso e' in gioco la salute dei nostri concittadini, a costoro chiedo in questa sede: che politica sarebbe mai questa?

Le mie sono semplici ipotesi, anche se vi è un fatto incontrovertibile e' cioè che in questi mesi i nostri rappresentanti non abbiano fatto altro che disquisire sull'importanza del nuovo porto mentre nessuno di essi ha sollevato la problematica dei massicci tagli all’assistenza sanitaria nel nostro territorio. Possibile si tratti solo di un fatto di audience?
Il timore è che ad Anzio la salute forse valga meno di uno yacht.

Valerio Pollastrini

domenica 30 settembre 2012

TAGLI E SPRECHI DELLA SANITA' PUBBLICA AD ANZIO


Nell'ambito degli incontri tematici che l'IDV di Anzio sta organizzando in queste settimane, vogliamo  rendicontare sul dibattito avvenuto la scorsa settimana alla presenza della Dott.ssa Emanuela Moroni, anestesista presso gli Ospedali Riuniti di Anzio-Nettuno, che, da noi invitata,  ci ha esposto l'attuale situazione riguardo allo stato della sanità e dei servizi ospedalieri presenti sul nostro territorio.

Le seguenti considerazioni sono frutto delle nostre valutazioni e di una compiuta analisi dei provvedimenti politico-legislativi degli ultimi anni.
E' d'obbligo premettere che il servizio sanitario, rientrando nelle competenze specifiche delle Regioni, eroga prestazioni e dispone di strutture che dipendono direttamente dalla disponibilità e dalle scelte politiche regionali; non crediamo di commettere blasfemia o di cadere in facile demagogia nel definire le scelte operate negli ultimi anni scellerate e fallimentari, anche perchè bilanci e deficit miliardari sono ormai noti a tutti e individuarne le cause negli immensi sprechi e nella cura di interessi particolari, soprattutto in ambito sanitario, è oramai tanto scontato quanto documentato.
Le spese che la Regione Lazio sostiene per la voce Sanità rappresentano circa l'80% dell'intero bilancio regionale e, con il Decreto 80 varato dalla Giunta Polverini in vigore dall'ottobre 2010, concernente il riordino della rete ospedaliera pubblica, quelli che erano stati proclamati come provvedimenti volti ad eliminare gli sprechi della sanità pubblica sono diventati fendenti di scure ai servizi erogati ai cittadini e alla qualità delle prestazioni mediche. Tanto per citarne alcuni, tagli e precarizzazione del personale medico ed infermieristico, tagli di posti letto, depotenziamento accorpamento e trasferimento di interi reparti ospedalieri.
Tali misure hanno investito in toto l'Ospedale di Anzio-Nettuno riducendo in maniera drastica le funzionalità dell'intera struttura che, elemento da non sottovalutare, ad oggi serve un bacino di potenziali pazienti che supera ampiamente le 100mila unità ed arriva, nei picchi estivi, a raggiungere le 140/150mila persone presenti sul territorio; funzionalità che invece dopo la trentennale sospirata attesa dell'apertura del Padiglione Faina avrebbero potuto raggiungere i livelli di adeguatezza medica necessaria ai cittadini di Anzio e Nettuno.
            Prima tra le cause di disservizio è la mancanza di personale, medico e infermieristico, che riveste i toni dell'emergenza a ridosso dell'estate, in visione delle ferie estive che, inutile ricordarlo, sono un diritto dei lavoratori.
Il reparto di Ginecologia ed Ostetricia con una media di circa 800 parti all'anno, ha solo tre ostetriche turniste, in grado cioè  di effettuare turni di notte. All'inizio dell'estate si e' sfiorata la chiusura del reparto causa ferie estive, sventata solo dall'arrivo di personale  da altri poli ospedalieri della ASL RMH. Ora che il personale e' rientrato nelle sedi di appartenenza il problema esploderà nuovamente in tutta la sua gravita'.
Stessa situazione ha riguardato il reparto di Pediatria, che addirittura è rimasto chiuso per l'intera stagione estiva ed è stato riaperto solo pochi giorni fa, causa mancanza di personale per le ferie estive.
In Cardiologia non va meglio: dopo un lungo periodo sono stati finalmente riaperti gli ambulatori cardiologici e quelli dei PMK seppur a mezzo servizio. Gli ambulatori di eco-cardio e test ergometrici restano chiusi. Inoltre, dei 9 medici in servizio tre sono precari a tempo determinato da 7, 5 e 3 anni con l'incognita del rinnovo del contratto ogni 31 di dicembre!
Il reparto di Otorino-Laringoiatria è stato accorpato con quello di Chirurgia per mancanza di infermieri, con una perdita di produttività notevole, soprattutto per l'otorino che da 8 posti letto scende a 6.
Il reparto di Ortopedia e Traumatologia non ha un numero sufficiente di ortopedici per comporre una guardia attiva notturna, per cui gli ortopedici di notte diventano reperibili, situazione questa che soprattutto in estate con l'aumento delle patologie traumatiche, si traduce in un importante sovraccarico per il Pronto Soccorso. E appunto tra le criticità più pressanti annoveriamo il Pronto Soccorso dove, da una media di 80-100 accessi del periodo invernale, passiamo a quasi 200 nel periodo estivo. Comprensibile come, senza un potenziamento del personale proprio nel periodo di maggior sovraccarico lavorativo anche causa ferie estive, si raggiungano livelli di criticità notevoli, che spesso sfociano in un malessere generalizzato sia da parte dell'utenza (costretta alle lunghe attese) che del personale medico e paramedico.
Abbiamo detto della mancanza di personale, ma non dobbiamo anche dimenticare che molto di questo personale, sia medico che infermieristico, e' precario e lavora con contratti a scadenza di 6 mesi. Gli infermieri spesso operano come tappabuchi con trasferimenti di reparto in reparto e considerando quanto in medicina la specializzazione e l'esperienza in determinati campi sia salvifica e garantisca l'accortezza delle cure necessarie, questo vagare provoca un impoverimento professionale di cui a farne le spese, in termini di qualità e prontezza dell'assistenza, non può che esserne il paziente.
            Secondo, i tagli dei posti letto. In Pediatria all'inizio del 2011 vennero tagliati sette posti letto: 5 posti di rianimazione neonatale che vennero riassegnati a Genzano e due posti letto di pediatria che "teoricamente" divennero OBI ossia posti di osservazione breve in PS. Peccato che l'OBI pediatrico non venne mai attivato se non sulla carta, per mancanza di personale pediatrico sia medico che infermieristico da dislocare in PS. Pertanto ad oggi, quando e' aperta, la pediatria si trova con sette unità in meno. Con l'accorpamento di Chirurgia ed Otorino causa carenza personale, si e' ottenuta una diminuzione di 2 posti letto per l'otorino e 6 posti letto per la chirurgia. Il taglio dei posti letto diviene una misura indispensabile per tamponare la cronica carenza di personale infermieristico in reparti come la Medicina Generale soggetti ad un incremento esponenziale dell'attività di ricovero (oltreché ad un aumento dei tempi di degenza), dovuto ad un aumento della vita media.
            Terzo il depotenziamento, l'accorpamento e il traferimento dei reparti. Oltre all'accorpamento di Otorino e Chirurgia, le misure correzionali che hanno destato più preoccupazione e tuttora creano disagi per gestire con tempestività le situazioni d'urgenza ed emergenza che la natura specifica del loro campo d'intervento richiede, riguardano il reparto di Endoscopia, il Centro Trasfusionale e ultimo, ma non ultimo il Centralino.
L'Endoscopia ad oggi lavora dal lunedì al venerdì e dalle 8 alle 14 trattando prevalentemente pazienti programmati. Eventuali urgenze possono essere trattate presso l'ospedale di Anzio in questo intervallo di tempo o comunque entro le prime ore del pomeriggio. Le urgenze che giungono fuori da questi orari vengono ormai trattate solo ad Albano. Fino alla primavera scorsa infatti, almeno nei fine settimana era attiva una pronta reperibilità del personale dell'Endoscopia del nosocomio anziate che garantiva il trattamento immediato delle urgenze. Questo servizio e' stato ridimensionato per cui ad oggi, qualsivoglia urgenza fuori dall'orario sopra menzionato, deve essere trasportata ad Albano.   E' utile ricordare che le urgenze relative all'endoscopia possono rilevarsi spesso drammatiche rientrando quasi sempre nel quadro nosologico delle emorragie acute.  
Il Centro Trasfusionale, grazie al Decreto 80, è stato accorpato a quello di Velletri e al momento è attivo solo parzialmente essendo operativo dal lunedì al sabato dalle 8 alle 14, dopo che lo scorso anno ha rischiato di venire chiuso e interamente trasferito. Qualora oggi, occorra del sangue dopo le h 14 e' il medico stesso che si preoccupa di procurarselo avendo a disposizione due possibilità: rivolgersi a Velletri oppure trasfondere il paziente con sangue cosiddetto "universale" (0 negativo) conservato in numero congruo presso una piccola emoteca nel reparto di ginecologia. La scelta della metodologia e' basata sulla maggiore o minore urgenza della trasfusione. Infatti, se il medico ritiene di avere un lasso di tempo sufficiente per rivolgersi a Velletri dovrà come prima cosa effettuare un prelievo al paziente, prelievo che dovrà essere spedito a Velletri per determinare prima il gruppo sanguigno. Sarà quindi necessario rintracciare l'autista che si occupa del trasporto, autista che potrebbe già trovarsi a Velletri per altre urgenze ematologiche, nel qual caso bisognerebbe attenderne il rientro in sede. Il prelievo viene quindi preso in custodia dall'autista, trasportato a Velletri, insieme alla richiesta di sangue e/o emoderivati compilata dal medico; a Velletri viene stabilito il gruppo sanguigno e vengono consegnate le sacche richieste all'autista che a quel punto provvederà a trasportarle nuovamente ad Anzio. E' facilmente comprensibile come questa metodica non rappresenti la "prima scelta" in una situazione di reale urgenza come un'emorragia acuta poichè i tempi sono troppo dilatati. Senza tener conto che in un percorso terapeutico così lungo l'obiettività clinica può modificarsi drasticamente rendendo necessario ripiegare su altro iter terapeutico, quale appunto quello di somministrare sangue "universale" (0 negativo), strada questa che pur se risolutiva per taluni versi, porta con se delle problematiche insidiose quali quelle della "sensibilizzazione" o del  depauperamento delle scorte di emazie 0 negativo. E pensare che poco più di un anno fa la "riorganizzazione" del Centro Trasfusionale era stata presentata ai cittadini come una sorta di rivoluzione tecnologica con l'introduzione di "un moderno sistema di telemedicina" che avrebbe garantito il collegamento telematico all'Ospedale di Velletri  provvedendo al trasporto e alla fornitura del sangue occorrente. In realta' al momento per "telemedicina" si intende solo un medico di Anzio che contatta telefonicamente prima l'autista dedicato, poi il SIMT di Velletri; esegue il prelievo e prepara la richiesta; spedisce entrambi a Velletri con l'autista, attende il ritorno delle emazie e finalmente potrà trasfondere il paziente. Insomma, allo stato attuale, con telemedicina si intende una autovettura "Fiat Fiorino" che fa la spola fra Anzio e Velletri!
Infine dobbiamo ricordare la "silenziosa smobilitazione" del Centralino di Anzio accorpato con Albano ormai più di due anni fa il cui personale è stato reimpiegato in vari modi e con notevoli difficoltà.  La mancanza del Centralino ha comportato notevoli disagi per il personale, soprattutto quando la gestione e' migrata ad Albano, causa la scarsa conoscenza dei servizi attivi sul territorio e delle figure professionali esercitanti. E' infatti indubbio che un ospedale che basa buona parte dell'attività su un servizio di pronta reperibilità notturna (otorini, ortopedici, nefrologi, chirurghi, ginecologi, cardiologi, medici di Pronto Soccorso) abbia necessità di un centralino in situ, che sia a stretto contatto con le figure professionali che di fatto gestisce, allerta e contatta.
In un quadro simile è necessario ricordare che l'Ospedale di Anzio con il suo Pronto Soccorso è accreditato come D.E.A. (Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione) di I° livello, ed in quanto tale, come cita il Ministero della Salute, deve garantire oltre alle prestazioni di Pronto Soccorso anche le funzioni di osservazione e breve degenza (OBI), di Rianimazione, e deve inoltre garantire interventi diagnostico-terapeutici di medicina generale, chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, cardiologia con UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologica); inoltre debbono essere assicurate prestazioni di laboratorio di analisi, di diagnostica per immagini e trasfusionali.
La definizione di DEA di primo livello così come fornita dal Ministero della Salute, aprirebbe, a voler meglio guardare scenari inquietanti circa il nosocomio anziate, riguardo al quale e' lecito chiedersi se i requisiti  richiesti siano effettivamente in essere. Allo stato attuale infatti manca ancora un' Osservazione Breve e tutti gli altri servizi richiesti sono concretamente a "mezzo servizio"essendo stati impoveriti, privati delle necessarie risorse umane o accorpati con altre strutture analoghe di altri nosocomi della ASL RMH.

Alcune delle considerazioni che si possono fare riguardano sicuramente l'ingente mole di sprechi che contraddistinguono il mondo della sanità pubblica ma che alla luce dei fatti si traducono in accomodanti tagli di servizi ai cittadini piuttosto che in proficui prelievi di risorse dalle zone grigie da destinare se non al rafforzamento almeno al mantenimento dei livelli prestazionali. Senza dover ragionare troppo con logiche regionali alcune delle risorse che vengono già impegnate sul territorio potrebbero essere traslate senza creare troppi disagi. Ad esempio la struttura di Villa Albani, per alcune funzioni costituisce, di fatto, un doppione dell'Ospedale di Anzio, le cui competenze potrebbero benissimo essere prese in carico dalla struttura ospedaliera che grazie all'odierna agibilità del padiglione Faina dispone dei locali e dell'adeguatezza per farsene carico. Oppure le risorse investite in un progetto chiamato Ambulatori Med, che prevede la disponibilità di medici di base, previo pagamento ticket (25euro), ad occuparsi delle visite di Pronto Soccorso con codici bianco o verde all'interno dei locali ospedalieri, senza peraltro alleggerire di lavoro il personale medico pubblico dato che il medico di base non ha le autorizzazioni ad effettuare esami diagnostici-terapeutici. Ci si chiede quindi perchè pagare un ticket per la stessa prestazione medica che si può avere gratis dal proprio medico di base e perchè si impegnino risorse pubbliche per pagare lo stesso medico per l'erogazione di quelle prestazioni in ospedale. O ancora, le convenzioni con cliniche private che nonostante siano pagate dal privato cittadino si appoggiano per alcuni tipi di intervento alla struttura ospedaliera pubblica impegnandone le risorse strutturali e il personale medico e infermieristico.

L'analisi sin qui compiuta evidenzia una mal celata regia della Regione Lazio indirizzata verso il progressivo impoverimento dei servizi sanitari di Anzio in favore delle strutture dei Castelli Romani. Un fatto quantomeno singolare e' che la disaffezione in ambito sanitario per il nostro territorio abbia coinciso, nei tempi, con il favore della Polverini verso il "nuovo" porto.
Certamente si tratta di una mera coincidenza, dal momento che, se cosi' non fosse, sarebbe lecito pensare che una certa parte istituzionale sia stata costretta a barattare per interessi di "concessione" la salute dei cittadini.

Gruppo Idv di Anzio
Valerio Pollastrini Sindaco

giovedì 27 settembre 2012

Nasce la coalizione Idv-Prc per Valerio Pollastrini Sindaco

Nasce la coalizione Idv-Prc per Valerio Pollastrini Sindaco": questo e' il tema della conferenza stampa che si terra' martedi' 2 ottobre alle ore 16 presso la sede del Partito della Rifondazione Comunista di Anzio

martedì 25 settembre 2012

Incontro con i comitati in difesa dei pendolari della tratta Roma-Nettuno

L'Italia dei Valori di Anzio, ha organizzato un incontro con i principali comitati locali per la difesa dei pendolari della tratta Roma - Nettuno. L'incontro si svolgerà VENERDI' 28/09/2012 ore 17:30 presso la nostra sede in via di Valle Schioia 2 a Lavinio Stazione ( adiacente stazione FS). Tutti i cittadini interessati, sono invitati a partecipare.

lunedì 24 settembre 2012

Resoconto delle problematiche dei quartieri di Pocacqua, Miglioramento e Cioccati di Anzio

Il 22 settembre 2012 Valerio Pollastrini, candidato sindaco dell'Italia dei Valori alle prossime elezioni amministrative del comune di Anzio, ha incontrato i residenti dei quartieri di Pocacqua, Miglioramento e Cioccati di Anzio. Lo scopo del dibattito e' stato quello di individuare le problematiche delle comunità citate, nonché quello di presentare il responsabile Idv di quartiere Giorgio Geracitano, il quale si e' assunto la responsabilità di rappresentare gli interessi dei cittadini ivi residenti per tutto il periodo post-elettorale. Viabilità La problematica che e' stata maggiormente sollevata dai residenti e' quella della viabilità. Il timore maggiore e' quello causato dall'alta velocità nelle vie di quartiere, associata alla mancanza di adeguati strumenti deflattivi necessari per le opportune esigenze di sicurezza. Tali vie sono infatti prive di una segnaletica adeguata e di strisce pedonali. Sul punto, coloro che hanno partecipato all'incontro hanno ascoltato con estremo interesse la disamina dell'Ing. Simone Di Donna (responsabile Idv di Anzio per il settore Trasporti) sui vari sistemi di sicurezza diversamente applicabili in relazione alle diverse conformazioni stradali. N.B. Per maggiori approfondimenti consigliamo a chiunque fosse interessato di prendere visione di quanto indicato nella sezione “TRASPORTI E MOBILITA’ INTERNA ALLA CITTA’” (Sistemi per la messa in sicurezza dei tratti stradali comunali particolarmente pericolosi) del nostro costituendo Programma Elettorale (scaricabile dai siti www.valeriopollastrini.it o italiadeivalori-anzio.blogspot.it). Vivibilità I residenti lamentano gli effetti prodotti dalle scelte scriteriate compiute dalle ultime Amministrazioni in sede di elaborazione ed applicazione dell'ultimo piano regolatore che, nel disporre una massiccia cementificazione della zona, non ha tenuto in alcun conto l'esigenza degli abitanti di poter disporre di opere primarie quali parcheggi, una piazza, marciapiedi ed aree adibite a verde pubblico. In merito alla piazza, e' condiviso il timore di future speculazioni edilizie sull'unico terreno nel quale la realizzazione di tale opera sarebbe ancora possibile. Analogo discorso riguarda l'area attualmente utilizzata dal "Comitato Festeggiamenti" durante gli eventi di quartiere e che dovrebbe essere destinata alla realizzazione di un parco pubblico. Ambiente La massiccia urbanizzazione della zona non e' stata accompagnata dal necessario adeguamento della rete fognaria. Tale fattore insieme alla particolare conformazione del territorio rende la zona particolarmente sensibile ad allagamenti anche in occasione di precipitazioni piovose di modesta entità. Molti cittadini hanno segnalato l'inefficienza del sistema di raccolta dei rifiuti e l'accumulo nei pressi degli appositi contenitori. Numerose sono state in questi anni le rimostranze sulle mancanze dell'Amministrazione che, sollecitata a più riprese, non ha imposto a privati inadempienti la pulizia dei lotti prevista per legge. Le conseguenze di tale incuria risultano potenzialmente lesive della pubblica igiene, oltre ad incentivare fenomeni abusivi di smaltimento dei rifiuti. Sicurezza E' sicuramente avvertita nelle zone interessate la mancanza di figure addette alla sorveglianza. La presenza di guardie municipali, oltre a calmierare le problematiche connesse alla viabilità, costituirebbe un valido deterrente contro le condotte illegali di smaltimento dei rifiuti e sarebbe di aiuto per un generale monitoraggio sullo stato della sicurezza delle zone in questione. Tale ultimo aspetto ripropone l'avvertita esigenza nelle periferie del c.d. "Vigile di Quartiere". Figura istituzionale che sovente è stata annunciata dalle precedenti Amministrazioni ma mai configurata. Con l'occasione ricordiamo che chiunque può contribuire alla redazione del nostro programma elettorale inviando proposte o denunciando problematiche all'indirizzo mail: info@idvanzio.it Gruppo Idv Anzio - Valerio Pollastrini Sindaco

domenica 23 settembre 2012

Disoccupazione ad Anzio: stato di fatto che non puo' piu' essere ignorato

Non v'e' dubbio che la persistente crisi economica abbia riproposto tra le problematiche di maggior impatto sociale quella della carenza del lavoro. In Italia il tasso di disoccupazione, secondo i dati forniti dall'Istat e relativi al mese di luglio 2012, e' pari al 10,9% ed e' cresciuto rispetto all'ultimo anno di 2,3 punti percentuali. Il governo ha recentemente annunciato che nel 2013 la percentuale relativa a coloro che sono in cerca di occupazione salira' all'11,4%. Il legislatore da quasi un ventennio ha dovuto prendere atto dell'inadeguatezza nel "creare lavoro" dei vecchi "Uffici di Collocamento" che, pur gestiti da personale di riconosciuta competenza, sono stati ridotti a meri centri di raccolta degli adempimenti amministrativi richiesti alle aziende per instaurare un rapporto di lavoro. Il c.d. Pacchetto Treu nel 1997, per sopperire all'assenza di un'Istituzione preposta all'incontro tra domanda e offerta di lavoro, ha commesso l'errore di dare via libera nel nostro Paese alla Somministrazione, con la quale, di fatto, e' stata "stabilizzata" la precarieta' attraverso i contratti di lavoro interinale. Da più parti e' stata avvertita l'esigenza di nuove strutture che assumessero l'onere di indirizzare le persone in cerca di occupazione verso quei settori nei quali, anche in tempi di crisi, sussiste una domanda di lavoro. In questo contesto si sono sviluppati i Centri di Orientamento al Lavoro. Si tratta di Sportelli per l'occupabilita' dislocati sul territorio, promossi dalla Provincia di Roma e finanziati dal Fondo Sociale Europeo. Essi operano in raccordo con i Centri per l'Impiego per la promozione delle politiche e dei servizi per il lavoro. Tale strumento potrebbe essere di sicura utilita' a patto che le risorse messe a disposizione siano sufficenti per approntare le necessarie attivita' formative, di monitoraggio ed orientamento. Storicamente la citta' di Anzio rientra tra le realta' nazionali maggiormente penalizzate nelle dinamiche del lavoro. Basti pensare che da decenni il locale tasso di disoccupazione si attesta su una percentuale che supera del 20% la media nazionale. Il tema naturalmente coinvolge tutti i territori che, come il nostro, rientrano nella circoscrizione di Pomezia e la gravita' dei dati imporrebbe ad essi un costante monitoraggio del livello occupazionale. Si da il caso che da alcuni anni l'Istat ha smesso di evidenziare i dati locali, pubblicando unicamente il parametro nazionale. La conferma del nostro territorio tra le aree depresse in campo occupazionale e' pero' attestata dalle apposite tabelle ministeriali. Per motivi professionali, di recente alcuni miei collaboratori si sono rivolti al Centro per l'Impiego di Pomezia ed al Centro di Orientamento al Lavoro di Anzio per richiedere quale fosse l'attuale tasso di disoccupazione nel nostro territorio. In entrambi i casi gli uffici interpellati hanno risposto di non essere a conoscenza del dato richiesto. Eppure per una corretta stima sarebbe sufficiente un calcolo estremamente semplice: basta dividere il numero dei disoccupati residenti nel comune per il totale della forza lavoro e moltiplicarne il risultato per cento. In questa sede non si vuole criminalizzare gli operatori degli Uffici in questione che, anzi, si sono dimostrati solerti nell'indirizzarci verso gli uffici di Roma che forse avrebbero potuto fornire aiuto. Il punto della questione a mio avviso e' il totale disinteresse delle Amministrazioni locali per la materia lavoro. Esse dovrebbero partire dai dati sulla disoccupazione per approntare mirate misure di politica attiva per contrastarne la diffusione. E' una questione di sensibilita' che non coinvolge purtroppo solamente il nostro Comune. Qualunque Giunta dovrebbe liberarsi dalla falsa convinzione che le politiche locali non possano incidere sull'occupazione e dovrebbe farsi carico di sostenere ed affiancare con gli opportuni mezzi i Centri di Orientamento al Lavoro. La serieta' dell'argomento e' tale che voglio evitare di ricorrere a facili proclami elettorali e di sottolineare cosa si sarebbe potuto ed invece non si e' fatto. Certo, sulla materia il Gruppo dell'Italia dei Valori che rappresento e' portatore di idee e specifiche proposte che chiunque puo' verificare prendendone visione nei nostri indirizzi web di riferimento. Quella del diritto al lavoro e' pero' una lotta che, anche a livello locale, deve essere combattuta da tutte le forze politiche senza interessi di parte. Chi governera' la citta' di Anzio nei prossimi anni non puo' e non deve evitare di affrontare la "tematica lavoro", nella consapevolezza che anche su essa i nostri concittadini meritano risposte concrete. Valerio Pollastrini

Scarica la bozza del programma elettorale dell'IdV Azio

Dal Seguente link sarà possibile scaricare il pdf della prima bozza del nostro programma elettorale. Giorno dopo giorno, grazie alle nostre e vostre idee, ai suggerimenti che arriveranno dalle singole periferie, assumerà sempre un conformazione più dettagliata e minuziosa. Per il momento ecco un sunto dei nostri pensieri per Anzio.

http://www.valeriopollastrini.it/2012/07/ciao-mondo/

cliccando su "Scarica il programma" si aprirà il documento pdf.


mercoledì 19 settembre 2012

Parcheggio sui marciapiedi a Lavinio Stazione

Ricordiamo che il Ministero delle Infrastrutture aveva risposto alla nostra richiesta di informazioni sulla questione, dicendoci che nel caso in cui ci si trovasse in presenza di marciapiedi molto larghi il Comune poteva decidere di realizzare dei parcheggi. Alla nostra richiesta di specificare il "molto larghi" ci è arrivata questa risposta:

"I parametri sono accennati nell’art.20 del Codice della strada. In genere si tratta di larghezze superiori ai 2 metri, salvo casi di ambiti particolari come richiamati nel comma 3 dell’articolo 20."
Ing. Mazziotta

Verificheremo sul posto.

L'importanza delle periferie


E’ mia intenzione portare all’attenzione di tutti un’ipotesi che, se confermata, sarebbe in grado di spiegare alcuni mali che attanagliano la città di Anzio.  Si tratta di una strana corrente d’aria che soffia costantemente sulla nostra Giunta  ed e’ la causa di una gravissima forma di artrosi cervicale che costringe gli Amministratori locali a tenere costantemente la testa orientata verso il porto. In questi mesi ho ascoltato molti commenti maliziosi sul fatto che la morbosa attenzione verso un nuovo porto sia in realtà dovuta alla brama di gestire gli ingenti capitali necessari per la sua realizzazione.Personalmente voglio dare ai nostri Amministratori l’attenuante della menomazione fisica. Il loro ridotto campo visivo gli consente purtroppo di spostare lo sguardo unicamente  su Villa Adele ed e’ normale che, vedendola così rigogliosa e ricca di fiori, siano portati a pensare che in realtà ad Anzio tutto vada per il meglio. Se solo riuscissero a voltare la testa si renderebbero conto però che alla Sacida o a Lavinio Stazione non cresce più l’erba.Questi motivi mi inducono a prendere atto dei limiti dell’attuale maggioranza e ritengo un doveroso atto di umanità quello di venire incontro alle loro difficoltà mandandoli a casa.Se mai avrò il privilegio di amministrare la città, sono pronto a dichiarare fin d’ora che non mi interessa essere il Sindaco di Villa Sarsina. E’ mia ferma volontà essere il Sindaco di Lido dei Pini, biglietto da visita per tutti coloro che vengono ad Anzio e vero e proprio patrimonio naturalistico letteralmente abbandonato dalla nostra amministrazione.Il mio sogno e’ quello di essere il Sindaco della Sacida, comunità illusa da anni dai soliti politici ed i cui abitanti non chiedono la realizzazione del Faro di Alessandria ma, cosa ben più semplice, le fogne. Ripeto: le fogne! Nel 2012.Vorrei essere l’Amministratore di Lavinio Stazione, i cui cittadini sono privati di ogni spazio urbano necessario per un civile vivere sociale. Mi chiedo come sia stato possibile ignorare  in tutti questi anni che nella zona vi è una totale assenza di opere indispensabili per ogni comunità come una piazza, un arredo urbano decoroso, spazi verdi, ah, dimenticavo: i fiori a disposizione sono stati utilizzati interamente per Villa Adele. Mi viene il dubbio che nell’ultimo piano regolatore siano stati previsti, come unico luogo deputato ai giochi dei bambini della zona, i binari della ferrovia.Purtroppo potrei proseguire e parlare di Anzio Colonia, del Quartiere Europa, di Lavinio Mare e di tutte le altre realtà decentrate. Ribadisco quindi la mia ferma intenzione nel dare la priorità alla questione delle periferie, al punto che stiamo incontrando le singole comunità, con l’intento di consentire loro la possibilità di redigere insieme a noi il programma elettorale. Programma per il quale ci batteremo, a prescindere da quella che sarà la nostra posizione nel futuro Consiglio Comunale.Già dai primi confronti diretti con i cittadini  ho capito che il “potere” ha imborghesito buona parte dei rappresentanti politici locali. Nessuno ha più voglia di girare tra la gente per conoscerne i problemi. E’ come se costoro fossero colpiti da un processo di osmosi con il quale riescono a convincersi che quanto da loro desiderato coincide con gli interessi della comunità.
Sono consapevole che i saggi notabili della nostra politica bolleranno le mie parole come demagogia pura. Questa, infatti, è l’unica risposta possibile per chi, in questi anni, tutto avrebbe potuto ma nulla ha fatto.
Valerio Pollastrini Candidato Sindaco Italia dei Valori

martedì 18 settembre 2012

Laboratorio programmatico

Guardiamo con estremo interesse il tentativo di organizzare un laboratorio programmatico messo in atto da Sel ed altre organizzazioni ed associazioni locali. Noi non ne faremo parte. La nostra strada e' ormai chiara da tempo e segue la via del programma redatto di concerto con i cittadini. Cio' non toglie che se il fine ultimo e' quello dell'intersse della citta', ogni strada puo' essere utile.

Italia dei valori Anzio

Alta velocità su via Ardeatina

Nel direttivo di ieri è stato sollevato il problema dell'alta velocità sulla strada provinciale Via Ardetina ( il tratto finale gestito dagli enti comunali). Da una breve ricerca, ho ricavato le seguenti soluzioni al problema:

1) adottare una metodologia di controllo in grado di contrastare efficacemente le condotte illecite anche e soprattutto nei tratti più delicati delle strade urbane mediante
 il posizionamento di postazioni Velo OK. Il sistema si basa sull’installazione a margine della strada di una serie di colonnine (denominate dissuasori di velocità a cabina) colorate ed estremamente visibili agli automobilisti, recanti l’indicazione del limite di velocità e della presenza del controllo elettronico. Le colonnine possono fungere da semplice dissuasore oppure, alloggiando al proprio interno in modalità “random” le apparecchiature di rilevazione della velocità, possono fungere da vero e proprio “autovelox”.Il posizionamento ripetuto delle colonnine rende costante l’effetto dissuasivo lungo tutto il tratto di strada coperto, durante tutte le 24 ore (in quanto le cabine di notte sono illuminabili e fosforescenti). L’effetto dissuasivo è completamente indipendente dalla presenza o meno del rilevatore all’interno della cabina ed il sistema può dunque garantire la massima sicurezza sulla strada anche nel caso di una limitata attività sanzionatoria. Questa metodologia è in grado di migliorare i comportamenti degli utenti della strada senza creare malumori e contenziosi e verrà affiancata da azioni di educazione e comunicazione necessarie per amplificarne il livello di comprensione e consenso.

2) Rallentatori ottici a bande sonore. Si tratta di dispositivi che, ai sensi dell'art. 179 commi da 1 a 3 del DPR 16-12-92 N° 495 e ss.mm. (regolamento del codice della strada) possono essere realizzati su tutte le strade, per tutta la larghezza della carreggiata. Sono realizzati mediante l’applicazione sulla pavimentazione di almeno 4 bande trasversali di materiale retroriflettente con altezza crescente nel senso marcia e di
stazionamento decrescente che creano sia un effetto ottico (per rifrangenza) sia un effetto acustico vibratorio. La prima striscia deve avere una larghezza di 20 cm, le successive con incremento di almeno 10 cm di larghezza. Non sono finalizzati alla riduzione in sé della velocità, rispetto alla quale non determinano particolari effetti, ma il loro scopo principale è quello di preavvisare gli utenti riguardo la presenza di successivi dispositivi per la riduzione della velocità, o condizioni di pericolo, in modo che gli utenti stessi possano modificare il loro comportamento. Per le bande sonore va posta particolare attenzione alla presenza di edifici residenziali o pubblici in quanto il passaggio delle auto induce una certa rumorosità che può risultare fastidiosa.

3) uso di semafori collegati al rilevatore di velocità

Queste sono solo alcune soluzioni, praticabili. Ritengo sia importante, sopratutto per i pedoni, l'uso di strisce pedonali rialzate con funzione di dosso rettangolare.

Simone Di Donna
Responsabile Mobilità e Trasporti

sabato 15 settembre 2012

Resoconto dell'incontro con i cittadini di Lido dei Pini, Borghesina e Cavallo Morto

Il 14 settembre 2012 abbiamo incontrato presso l'Hotel Lido dei Pini i residenti dei quartieri di Cavallo Morto, Borghesina e Lido dei Pini.
E' stata un'occasione per confrontarci sui problemi vissuti in prima persona da coloro che azffrontano quotidianamente i disagi della periferia.
Per quanto riguarda la problematica del gas, abbiamo illustrato il nostro progetto sulla distribuzione che l'Amministrazione comunale dovrebbe garantire, attraverso l'appalto ad un unico gestore, per la fornitura del Gpl. L'obiettivo e' quello di offrire tariffe equivalenti a quelle pagate dai cittadini che vivono in zone metanizzate.
Per coloro che invece vivono in quartieri privi di rete fognaria e' nostra ferma convinzione che sia l'Amministrazione comunale a dover fornire un periodico servizio di autospurgo.
Il dibattito si e' poi incentrato sull'esigenza di rendere "vivibile" la pineta pubblica di Lido dei Pini. I cittadini hanno palesato l'inutilita' per la comunita' dell'attuale gestione dell'area ad esclusivo appannaggio delle giostre. Viene auspicata la creazione di spazi dedicati ai bambini, nonche' l'istituzione di un mercatino estivo gestito dagli esercenti delle attivita' commerciali della zona.

Pendolari
I pendolari della zona per recarsi a Roma utilizzano la stazione ferroviaria di Padiglione. Nel corso dell'incontro hanno palesato l'assenza di parcheggi adeguati e la loro scarsa illuminazione.

Sicurezza
E' stata richiesta la messa in sicurezza di Via Cavallo Morto. Si tratta di una strada che negli ultimi anni e' stata teatro di numerosi incidenti, alcuni dei quali mortali.

Rispetto alle altre zone della citta', Cavallo Morto e Borghesina sono prive di un'adeguata illuminazione pubblica, in alcuni settori del tutto assente.
Abbiamo illustrato il nostro piano diretto alla progressiva sostituzione degli impianti di illuminazione presenti in tutta la citta' con luci alimentate con il sistema fotovoltaico.
La riduzione complessiva dei costi energetici consentira', nel medio periodo, di attuare un massiccio potenziamento dell'illuminazione in tutte quelle zone che ora risultano penalizzate.

Istruzione
I rappresentanti locali hanno manifestato la preoccupazione per la riduzione delle classi nella scuola primaria di Lido dei Pini.
Per impedire il trasferimento di studenti in altre scuole situate a diversi chilometri di distanza e' necessario porre rimedio alla questione.

In zona non vi sono strutture finalizzate all'accoglienza della prima infanzia.
Si tratta di un problema comune a tutta la citta' di Anzio per il quale abbiamo approntato un piano specifico.
Ogni anno l'Unione Europea stanzia ingenti fondi destinati alle aziende per la realizzazione di asili nido aziendali dedicati ai figli dei lavoratori.
L'amministrazione comunale dovrebbe stimolare una sinergia tra le varie aziende pubbliche presenti nel nostro comune (consorzi e aziende partecipate) per la creazione "finanziata" di asili nido inter-aziendali. Attraverso il pagamento di un semplice rimborso spese, tali strutture sarebbero fruibili dal resto della popolazione.

Attivita' ricreative per gli anziani
In considerazione della lontananza delle periferie dai percorsi pedonali e le piazze del centro, e' necessario stimolare la realizzazione di un centro anziani.

Problematiche territoriali
Lido dei pini e' un quartiere diviso a meta' dai comuni di Anzio ed Ardea.
I residenti pagano questa singolare situazione con la totale indifferenza sia dell'uno che dell'altro paese. Come se le esigenze di chi vive la stessa realta' fossero diverse a seconda di una immaginaria linea di confine. A tal ptoposito pensiamo di approntare un protocollo di intesa con il gruppo Idv di Ardea per una serie di iniziative congiunte presso le Amministrazioni di riferimento.

Dossi
Nel corso della riunione e' stata sollevata la presunta irregolarita' dei dossi posti sulle strade interne di Lido dei Pini. In totale trasparenza, il Consorzio locale si e' detto disponibile all'immediata messa a disposizione della documentazione attestante la conformita' dei dossi in questione alla normativa di riferimento.
Questa mattina abbiamo acquisito un parere professionale che conferma la piena legalita' dell'opera realizzata dall'Ente. Approfittiamo dell'occasione per evidenziare come la trasparenza e l'operosita' dell'attuale amministrazione del Consorzio, possa costituire un valido esempio di come la futura Giunta debba amministrare la citta'.

Gruppo Idv Anzio
Valerio Pollastrini Sindaco

mercoledì 12 settembre 2012

Parcheggi sul marciapiede a Lavinio


La risposta arrivata dal Ministero delle Infrastrutture alla mia richiesta di informazioni sul parcheggio che è stato fatto a Lavinio sul marciapiede.

Gentile ing. Di Donna

L’art. 158,comma 1,lett. h),del Codice della Strada, prescrive che la sosta e la fermata sono vietate sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione. Esistono infatti casi di marciapiedi molto larghi e quindi l’amm.ne comunale può destinarne una parte ad altri usi, tra i quali anche la sosta,tracciando la corrispondente segnaletica. Va da se che la destinazione principale è quella a servizio dei pedoni.
Cordiali saluti, ing. F. Mazziotta.


A questo punto, non ci resta che chiarire le motivazioni che hanno spinto l'amministrazione a disegnare le "strisce" bianche dei parcheggi e a quanto corrisponde il termine "molto larghi".
L'art. 158, comma 1, lett. h recita:
"Divieto di fermata e di sosta dei veicoli. h) sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione ( Così corretto con avviso pubblicato nella Gazz. Uff. 9 febbraio 1993, n. 32. Comma così modificato dall'art. 80, D.Lgs. 10 settembre 1993, n. 360 (Gazz. Uff. 15 settembre 1993, n. 217, S.O.)"

sabato 8 settembre 2012

Programma Idv sulla gestione degli appalti pubblici di opere e servizi

Comunicato stampa dell'Italia dei Valori di Anzio

Nei giorni scorsi il nostro candidato sindaco Valerio Pollastrini ha manifestato apertamente il nostro scetticismo in merito all'attuale gestione degli appalti pubblici nel comune di Anzio.
Le principali problematiche, a nostro avviso, sono rappresentate da tutti quei fattori, come la scarsa pubblicita' dei bandi di gara o quei requisiti di ammissibilita' fondati sul reddito aziendale maturato negli anni precedenti, che limitano fortemente una sana concorrenza tra le imprese del territorio ed escludono le aziende di recente costituzione, verosimilmente composte da giovani imprenditori.

Ad appalto assegnato, riscontriamo, inoltre, l'assenza di costanti verifiche volte ad accertare il rispetto dell'impresa aggiudicataria di tutte le norme di legge poste a tutela dei lavoratori impiegati. Prime fra tutte, i paramentri retributivi fissati dai contratti collettivi, nonche' le norme relative alla corretta contribuzione previdenziale ed assicurativa.

E' nostra ferma convinzione che gli ingenti fondi pubblici destinati alla realizzazione di opere e servizi, con una semplice modifica ai criteri di assegnazione degli appalti, possano essere utili al sostegno di una delle fascie sociali più' deboli (quella dei lavoratori subordinati) e contribuire, seppur in minima parte, alla ripresa economica del nostro territorio.

Proponiamo in sintesi quanto disposto in materia di appalti pubblici dal nostro programma elettorale:

- Maggiore pubblicita' delle gare di appalto
Al di la' degli avvisi telematici ed istituzionali, reputiamo indispensabile, per una trasparente concorrenza tra le imprese del territorio, una costante attivita' divulgativa delle gare di appalto indette dall'amministrazione comunale.
A tal proposito caldeggiamo la dislocazione in ogni quartiere di idonei spazi dedicati alla pubblicita' dei bandi di gara.
L' attivita' pubblicitaria deve inoltre essere approntata in collaborazione con gli organi di informazione locali (riviste cartace, on-line e reti televisive).

- Commissione di vigilanza
La costante verifica sulla correttezza delle aziende appaltatrici deve essere demandata ad un'apposita Commissione di Vigilanza, costituita da rappresentanti delle associazioni sindacali presenti nel territorio.
La Commissione avra' il compito di accertare periodicamente:
- il corretto inquadramento contrattuale dei lavoratori impiegati nell'appalto;
- il rispetto dei termini di pagamento delle retribuzioni;
- l'assolvimento degli obblighi contributivi, fiscali ed assicurativi;
- il rispetto della disciplina in materia di sicurezza sul lavoro.

In caso di riscontrata violazione, l'Amministrazione dovra' applicare un apposito sistema sanzionatorio che, in via progressiva, dovra' comportare, per le aziende inadempienti, dal pagamento di varie penali di natura economica alla revoca dell'appalto.
Le somme recuperate dall'irrogazione delle suddette sanzioni economiche dovranno finanziare un apposito Fondo finalizzato al finanziamento di attivita' formative rivolte ai residenti in cerca di occupazione.
Scopo di tale Fondo dovra' essere quello di riqualificare ed indirizzare i soggetti disoccupati verso tutti i settori nei quali, attraverso il monitoraggio dell'Amministrazione di concerto con il Centro di Orientamento al Lavoro, verra' riscontrata la richiesta di forza lavoro specializzata.

Eliminazione delle barriere economiche di accesso alle gare di appalto
Eliminazione dai bandi dei parametri reddituali che impediscono alle aziende, che negli anni precedenti non hanno raggiunto un determinato fatturato, di partecipare alle singole gare.
Tali attuali limiti risiedono nell'esigenza di garantire all'Amministrazione che l'azienda aggiudicataria sia solvibile dal punto di vista economico. In tal modo pero' le nuove realta' imprenditoriali si trovano preclusa ogni via di accesso ai lavori pubblici.
Riteniamo che la necessaria garanzia di solvibilita' possa essere attestata da una idonea polizza fideiussoria.

Nuovi criteri di assegnazione degli appalti pubblici
Tra le misure di sostegno contro l'attuale crisi economica giudichiamo utile l'introduzione di un ulteriore requisito per l'assegnazione degli appalti pubblici di opere e servizi.
Oltre al legittimo ribasso ed ai vari criteri rivelatori del grado di qualita' offerto, proponiamo quale elemento premiante l'impegno dell'impresa ad erogare ai dipendenti impiegati nell'appalto una percentuale di retribuzione superiore a quella prevista dai minimali dei contratti collettivi.
In sostanza, a parita' di offerta, dovra' aggiudicarsi la gara l'azienda che ha indicato la percentuale retributiva più' elevata eccedente i minimi contrattuali
In tal modo, ogni assegnazione di un appalto consentira' una magggiore distribuzione di ricchezza tra i lavoratori subordinati. Ricchezza che, verosibilmente, sara' in parte reinmessa nel circuito dell'economia locale con l'acquisto di beni e servizi nel nostro territorio.

Note conclusive
Si tratta di soluzioni semplici, che garantiscono maggiore equita', sia nelle dinamiche della concorrenza imprenditoriale, che nella maggiore ridistribuzione di ricchezza tra i lavoratori subordinati. Va inoltre sottolineato che tutte le disposizioni del presente piano programmatico sono a costo zero per l'Amministrazione. Per realizzarle e' sufficiente unicamente un sincero e concreto impegno verso i cittadini.

Gruppo Idv di Anzio

venerdì 7 settembre 2012

Il candidato Sindaco dott. Valerio Pollastrini



Dott. Valerio Pollastrini candidato Sindaco Italia dei Valori Anzio

La sua famiglia e' probabilmente la più' antica di Anzio.

37 anni, felicemente sposato e padre di un bimbo di 3 anni.

Laureato con lode presso la facolta' di Economia dell'Universita' di Roma "Tor Vergata", anche se ama spesso ricordare che i suoi  migliori maestri sono stati i nonni: "Mastro" Enrico Clavari e Vincenzo (Cencio) Pollastrini "il pittore" (la' dove ad Anzio "pittore" sta per imbianchino).

La sua principale attivita' lavorativa e' quella di Consulente del lavoro, svolta ad Anzio da ormai 15 anni.

Impegnato nel mondo sindacale con rapporti di collaborazione  decennali con varie associazioni di categoria, tra cui la Uil e la Cisal.

Nel campo della formazione professionale svolge da anni  attivita' di docenza presso alcuni istituti privati in materie inerenti al diritto del lavoro, al diritto sindacale, al diritto della previdenza sociale nonche' nella gestione ed amministrazione del personale.

Dal 2003 e' collaboratore redazionale della storica rivista internazionale "Lavoro e Previdenza Oggi", per la quale ha curato per diversi anni la "rubrica normativa".

Da luglio 2012, per conto dell'Associazione culturale "Media Labor",  inserisce nel Blog "Lavoro, Sindacato e Previdenza" ,   i suoi articoli pubblicati da varie riviste giuridiche specializzate nel diritto del lavoro.


Principali pubblicazioni

- "La regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari" - Iuridica Editrice  (2002);

- "L'indennita' di maternita' per le libere professioniste" -  Iuridica Editrice (2003);

- "Gli obblighi dei lavoratori subordinati in caso di malattia" - Iuridica Editrice (2006);

Le citate pubblicazioni sono raccolte e divulgate dall'Associazione ESSPER - periodici italiani di economia, scienze sociali e storia;


I recenti articoli pubblicati sulla Rivista Mensile della "Iuridica Editrice"

- "Assunzioni agevolate: modificati i criteri per usufruire delle riduzioni contributive";

- "Il travaglio normativo della disciplina del collocamento obbligatorio";

- "Le ulteriori modifiche ai contributi per la Gestione separata introdotte dalla L.134/2012";

- "Il lavoro in regime di Partita Iva dopo le novita' del "Decreto Sviluppo";

- "Nuove procedure e recapiti per le comunicazioni preventive di utilizzo dei lavoratori a chiamata";

- "Riproporzionamento dei permessi previsti dalla L. n.104/1992 per l'assistenza di familiare disabile";

I testi citati sono inoltre raccolti nella rubrica normativa "Le Guide di Lpo".


Sport
I suoi attuali kili di troppo palesano la sua distanza dal mondo del fitness.
Per quanto riguarda il suo ormai lontano impegno calcistico, seppur con modesti risultati, si dice fiero di aver rappresentato ben 3 squadre della sua citta', indossando rispettivamente le maglie dell'AnzioLavinio, delle Falasche e del Lido dei Pini.

Passioni
Le sue passioni, in ordine di importanza, sono: la famiglia, la storia (in particolare, il periodo romano tardo-repubblicano) e la letteratura.  

lunedì 3 settembre 2012

Cose che ad Anzio tutti sanno e molti tacciono



Tra i neologismi del dialetto anziate certamente merita un posto di rilievo la locuzione: "Tizio e Caio hanno una cooperativa"
Quella del "possessore di cooperativa" e' una figura giuridica esclusivamente locale. La tipologia di azienda a cui essa fa riferimento, nel resto d'Italia viene intesa come "quell'associazione di persone che, volontariamente, si uniscono per soddisfare i propri comuni bisogni economici, sociali e culturali, per il tramite di un'impresa di proprieta' comune e democraticamente controllata".
Ad Anzio vi sono invece cooperative gestite da veri e propri "dominus". Signori incontrastati che per pochi danari esigono manciate di consensi elettorali.
Se volessimo istituzionalizzare queste aziende dovremmo inserire nel nostro ordinamento, accanto a quelle sociali e di produzione e lavoro, le cooperative di voto. Sono quest'ultime delle organizzazioni che in oltre ventanni di disonorevole carriera hanno arricchito pezzi importanti del nostro panorama politico. Oltre alla mercificazione del lavoro si da il caso, infatti, che nelle gare di appalto, precluse alla maggioranza delle aziende sane della citta', le suddette cooperative la fanno da padroni.
Non mi riferisco a quelle poche di esse i cui presidenti del consiglio di amministrazione, in tutta legittimita', assolvono la funzione di datore di lavoro. Mi riferisco a quelle strutture i cui proventi finiscono nelle tasche di questo o quel politico, maestro nell'arte della ricerca del prestanome-faccendiere.
Bettino Craxi, investito dalla bufera di tangentopoli, il 3 luglio del 1992, durante un discorso alla Camera, chiese che tutti coloro che fossero disposti ad ammettere la loro estraneita' al sistema illecito di finanziamento ai partiti si facessero avanti . Nessuno parlo'!
Sarebbe bello porre alla nostra Assise comunale una simile domanda sulla gestione degli appalti locali. Ritengo probabile il medesimo risultato.
Eppure sono convinto che nel nostro consiglio comunale vi siano molte persone oneste, a sinistra, al centro come a destra.
Il timore dunque e' che vi siano ad Anzio forze oscure che ad ogni tornata elettorale giochino la propria partita in tutta tranquillita' e con la piena consapevolezza che, vincendo o perdendo, governerebbero ugualmente. Che sia questa la "politica trasversale" di cui troppo poco si parla...

Valerio Pollastrini

venerdì 31 agosto 2012

Renata Polverini, ecco la politica peggiore.

La "signora" Polverini, continua la sua mattanza sulle strutture ospedaliere pubbliche...ma quando si tratta di farsi ricoverare, non si fa problemi a farsi aprire un intero reparto ospedaliero solo per lei, con ben due infermiere a disposizione.

http://www.la7.it/piazzapulita/pvideo-stream?id=586967

giovedì 30 agosto 2012

Rifiuti? Una risorsa!

Negli ultimi anni, l'aumento del benessere sociale è coinciso con l'incremento della produzione dei rifiuti. Questo comporta un costo elevato per il loro smaltimento, e ciò, sta a significare che la soluzione migliore sarebbe quella di limiatere la loro produzione ( imballaggi...). Il problema principale, che in Italia si evidenzia maggiormente rispetto ad altri paesi, sta nel comprendere che i rifiuti possono non essre un "peso" sociale, ma bensì una risorsa. Rilevando a malincuore che all'interno della Costituzione Italiana, non si fa mai riferimento all'ambiente in quanto risorsa da salvaguardare ma piuttosto, si parla di "tutela del paesaggio" e solamente a seguito della legge Galasso del 1985 le norme in materia ambientale hanno un piccolo cambiamento di rotta, poichè viene per la prima volta introdotto in Italia il problema dell'inquinamento ( in realtà la legge non vieta di inquinare, ma definisce i limiti tollerabili) e del rispetto dell'ambiente. Negli ultimi decenni, i rappresentanti politici delle principali nazioni mondiali hanno recepito la necessità di porre rimedio al continuo attacco all'ambiente. In questo quadro va vista la nascita dei "Piani  Nazionali di Allocazione delle Emissioni " (NAP), che obbliga i singoli paesi a restare al di sotto di precisi limiti di emissioni prodotte, il superamento del tetto previsto, comporta il pagamento di una multa. In alcuni casi, i paesi che superano i valori di legge, possono pagare altre Nazioni per cedergli parte delle quote, allo stesso tempo, paesi che restano al di sotto dei limiti, possono vendere le loro quote. Questo si verifica anche a livello nazionale con i "permessi di Emissione" (EUA) dove le singole imprese creano un mercato riguardante le quote di emissioni. 
Il DL 152/06 definisce il rifiuto come " qualsiasi sostanza od oggeto [...] di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi".  La gestione dei rifiuti si sviluppa in diverse fasi:
1) raccolta 
2) trasporto
3) recupero ( rimpiego e/o riciclaggio) 
4) smaltimento
5) controllo
Secondo le norme europee, tutti i rifiuti  sono catalogati attraverso un codice identificativo ( codice CER), composto da sei cifre dove le prime due cifre indicano l'attività di produzione a cui appartiene il rifiuto. I rifiuti si divinono in due categorie: urbani e speciali ( entrambi possono essere pericolosi per la salute o non). 
Ogni anno, in Europa si producono 2 miliardi di tonnellate di rifiuti di cui il 14% sono rifiuti urbani (RU); nonostante la politica del recupero e riciclaggio, il metodo ancora più utilizzato per lo smaltimento resta il conferimento in discarica. I paesi più virtuosi per una gestione dei rifiuti finalizzata al recupero sono Danimarca, Olanda, Lussemburgo e Svezia, mentre il paese europeo che monetizza maggiormente la risorsa rifiuti risulta essere la Germania. L'Italia, insieme a Grecia, Irlanda e Regno Unito, è il fanalino di coda di questa classifica. Ma quali sono le tecniche di smaltimento? Il CNR attravero il documento "Rapporto Rifiuti" ci dice che in Italia, si producono annualmente 135.000.000 t di riifuti speciali (RS) di cui 52.000.000 da attività di demolizione e 32.000.000 t di rifiuti solidi urbani (RSU). Dai dati 2007, la produzione pro capite è di 546 Kg/ab. Come detto, il problema principale è rappresentato dai rifiuti solidi urbani, le tenciche di gestione disponibili  sono:
a) raccolta differenziata : vengono separate le frazioni secche ( carta, cartone, plastica e vetro) che sono destinate al riciclaggio, dalle frazioni organiche ( rifiuti domestici) che invece vengono trasformati in compost  ad utilizzo agricolo. Gli scarti di entrambe le lavorazioni vengono utilizzati per la produzione di combustibile da rifiuto (CDR) o sono smaltiti in discarica. 
b) raccolta indifferenziata : frazioni organiche e secche vengono sottoposte ad un trattamento meccanico biologico (TMB) mediante quale avviene la separazione tra materiali ferrosi e vetro ( destinati al riciclaggio), frazione secca ( destinata a CDR) e frazione umida ( a discarica).
I principali metodi di smaltimento attualmente utilizzati sono:
a) discarica
b) CDR viene confinato in grossi blocchi avvolti da vari strati di pellicola e resi simili a balle di fieno (ecoballe) e il loro smaltimento avviene negli inceneritori che, nella maggior parte dei casi, mediante il recupero di energia derivante dalla combustione producono elettricità
c) incenerimento il rifiuto è distrutto mediante calore
d) termovalorizzatore tramite la termodistruzione dei rifiuti si produce energia. In un forno a griglia mobile inizia la combustione, le sstanze pesanti che resistono alla combustione cadono dalla griglia dove vengono raffreddate e inviate in discarica. I fumi caldi, vengono utilizzati per alimentare una caldaia che mediante una turbina produce elettricità e successivamente vengono depurati dalle ceneri e rimmessi in atmosfera. Le ceneri, vengono portate allo smaltimento. Le temperature variano tra 800 e1200 °C.
e) compost è un processo aerobico controllato di decomposizione dei rifiuti ad opera della flora microbica e fornisce come risultato un materiale simile all'humus. 
f) biocombustibile è una fonte di energia rinnovabile ottenunta dai rifiuti organici di natura vegetale e animale (biomasse). 
L'utilizzo della raccolta differenziata, risulta in quest'era definita del consumismo, un valore importante e in molti casi fondamentale. Basta pensare che esistono paesi dell'UE che hanno un tasso di differenziata del 70%, mentre in Italia si ha il 5% al Sud e il 15% al Nord. Il punto è dunque, come può il cittadino guadagnare con la raccolta differenziata?? Portiamo quindi tre esempi, e per non essere incolpati di poco nazionalismo, scegliamo proprio tre esempi italiani.
1) CASTELNUOVO prov. Napoli, qui vi è la campagna "Differenzia e guadagni" : per ogni chilogrammo di materiale raccolto il cittadino guadagnerà 6 cent per carta e 12 per la plastica. 
2) CAPANNORI prov. Lucca, la vera raccolta di rifiuti porta a porta è arrivata all'82%, e il comune ha risparmiato 1 milione e 900 mila euro in un anno. Ai cittadini viene fornita una tessera magnetica, per la raccolta punti, ogni 500 punti...20 euro!
3) FARA SABINA prov Roma, la raccolta differenziata a punti, ossia in determinati giorni, i cittadini si recano in punti di raccolta prestabiliti e in base alla differenziata fatta, ottengono punti sulal loro RDCard,  attraverso la quale ottengono un bonus economico che l'anno successivo comporterà una riduzione sulla tassa TARSU. 

Concludendo, posso garantire che in paesi come la Germania, dove esistono in ogni supermercato apposite macchine per il ritiro di platica (15 cent. a bottiglia) e vetro (8 cent a bottiglia),a la differenziata diventa totale, e non solo permette al cittadino di "riguadagnare" attraverso i suoi rifiuti, ma spesso si verifica una sorta di caccia alla bottiglia per le strade. L'uso della differenziata, naturalmente non prescinde dall'utilizzo delle tecniche prima citate, ma questa, deve essere il cardine della gestione dei rifiuti, così si crerà un guadagno per tutti, cittadini e Stato. E solo in questo modo, i rifiuti, saranno una grande risorsa.