sabato 2 febbraio 2013

Dopo l'aggressione di Perronace a Pusceddu


 

Civilta', trasparenza, decoro. Nel corso degli ultimi cinque anni abbiamo preso atto che questa amministrazione non intende fare propri tali valori.

Centinaia di interrogazioni alle quali non vengono fornite risposte; l'irrisolta questione dell'incompatibilita' del vice-sindaco Placidi; l'inquinamento delle acque in evidente contrasto con la tanto esaltata bandiera blu; un assessore in attesa di giudizio agli arresti domiciliari; consigli comunali interrotti per beghe personali; soldi che mancano per garantire il giusto compenso ai lavoratori delle pseudo-cooperative appaltatrici. Soldi che pero' si trovano per sostenere dubbie sagre che nulla hanno a che vedere con la nostra tradizione gastronomico-culturale.

Ancora i soldi a coprire di ridicolo la nostra classe dirigenti.

Sono i soldi che mancherebbero per il suo settore di appartenenza a spingere l'assessore Perronace, assente da mesi in consiglio comunale, ad aggredire fisicamente il dirigente comunale Pusceddu. A confermarlo e' stato lo stesso Assessore, con un laconico "e non aggiungo altro".

Giorgio Zucchini, capogruppo del Pdl, ha invocato moralita' e competenza nell'amministrazione della cosa pubblica, contraddizione in termini se riferita al suo partito, chiedendo le dimissioni di Perronace o, in alternativa, il suo siluramento ad opera del sindaco.

Da parte sua, Bruschini il temporeggiatore ha fatto sapere cha sta riflettendo sul da farsi.

Basta! Ormai non vogliamo neanche più sprecare energie per invocare delucidazioni sui misteri che avvolgono la condotta di questa maggioranza che si ingrossa e si riduce mutando la sua conformazione in base all'interesse del momento. I cittadini di questa citta' hanno bisogno di aria nuova, aria pulita!

giovedì 17 gennaio 2013

Analisi delle problematiche relative all'istruzione scolastica nel nostro territorio

ISTRUZIONE SCOLASTICA

 

§ 1 Le competenze comunali

L’art. 118 della  Costituzione stabilisce che sono attribuite ai Comuni tutte le funzioni amministrative, salvo che siano conferite a Province, Città Metropolitane, Regioni, Stato.

Inoltre, la legge attribuisce alle Province, per quanto riguarda l’istruzione secondaria superiore, ed ai Comuni, per quanto concerne gli altri gradi inferiori di scuola, tra gli altri i seguenti compiti e funzioni di nostra immediata rilevanza:

-        l’edilizia scolastica ed il suo utilizzo sociale;

-        le azioni di supporto all’autonomia scolastica;

-        le competenze attribuite alle Amministrazioni locali dalla legislazione regionale in materia di diritto allo studio e di orientamento.

In particolare, l’art. 3 della legge n. 23/1996, attribuisce ai Comuni ed alle Province, tra le altre cose, ogni onere in materia di arredamento scolastico e per le spese varie d’ufficio, per la fornitura di materiale didattico di registri e stampati, per materiali di cancelleria, e per i servizi di assistenza scolastica e diritto allo studio, consistenti essenzialmente in trasporti, mense, libri di testo, borse di studio.

E’ ora di mettere fine all’indecente richiesta che i genitori all’inizio di ogni anno scolastico si vedono fare dagli insegnanti, che loro malgrado, sono costretti ad elemosinare quanto gli è necessario per fotocopie, materiale didattico, cancelleria, ecc..

Tutto ciò in grave dispregio degli obblighi di legge che vedono nell’istituzione “scuola” il soggetto obbligato ad erogare i suddetti servizi e l’approvvigionamento dei materiali necessari.

Tali diseducativi comportamenti, ai quali gli insegnanti, lo ripetiamo, sono chiamati loro malgrado, sono il frutto di scellerate politiche della spesa: le entrate fiscali che i cittadini versano nelle casse comunali sono dirottate verso obiettivi diversi. L’aiuto alle famiglie passa anche per un’accorta politica della spesa, ovvero per il suo ri-orientamento verso obiettivi sociali di grande respiro come è quello della scuola.

 

§ 2 Qualità dell’istruzione

“La qualità dell’istruzione è infatti il risultato di molti fattori, tra i più rilevanti citiamo: le risorse investite, la qualità degli insegnanti, i metodi didattici, l’adeguatezza dei curricula, l’ambiente scolastico.”

La qualità dell’istruzione è direttamente legata al quantum di risorse a questa destinata, da ciò l’esigenza di razionalizzazione della spesa effettuata dagli Amministratori passati e presenti.

 

§ 3 La presenza straniera

Le istituzioni scolastiche dovrebbero assicurare non solo l’accesso, “ma soprattutto l’efficace integrazione e l’armonica convivenza, onde evitare che le differenze divengano fattore di separazione e dunque causa di problemi, destinati ad influire negativamente sulla stessa coesione sociale.” Nel nostro territorio la presenza straniera è rilevante, per noi tale presenza è arricchimento e rappresenta potenzialità di sviluppo sociale che le Amministrazioni passate hanno trascurato.

La necessità di programmi di educazione interculturale ad hoc è di vitale importanza (vedi grafici 1 e 8)

Tali politiche richiedono che l’Amministrazione locale collabori attivamente con le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado in funzione almeno di coordinamento, lasciando ampia manovrabilità alla nuova “autonomia scolastica”, in tema di progettazione, e puntando su un consistente appoggio finanziario il quale non si esaurisce solo con l’erogazione di fondi, ma, in modo ancor più sostanziale, attraverso l’accesso alle risorse comunitarie che ad oggi non risultano acquisite dall’Amministrazione attuale.

 

§ 4 Il costo

Un nodo problematico “consiste nel costo, spesso eccessivo, che le famiglie devono sostenere per l’istruzione dei propri figli, a fronte soprattutto del costante impoverimento di diverse classi sociali che riporta a situazioni di difficoltà quotidiana e ad un conseguente aumento della domanda di servizi alla persona, tra cui la richiesta di azioni specifiche di sostegno per l’istruzione”.

La gratuità e l’accesso universalistico alla scuola pubblica corre seri rischi. Per fronteggiare tale problema e alleviare le difficoltà che incontrano le famiglie, oltre alle politiche di bilancio, che ne sono la necessaria intelaiatura, è opportuno mettere in campo ulteriori linee di condotta.

Riteniamo fonte di spreco e aggravio di costi alle famiglie la logica attuale delle nuove edizioni di testo. Per ridurre tale fastidioso e dispendioso iter che periodicamente si ripresenta agli inizi dell’anno scolastico intendiamo porre in essere la formula del cosiddetto “libro in comodato d’uso”.

Con tale formula i libri di testo sono concessi in prestito per la durata dell’anno scolastico agli studenti i quali dovranno riconsegnarli a fine anno.

Quando i responsabili della didattica riterranno superate le vecchie edizioni solo allora potrà darsi luogo ad un nuovo acquisto ad intero carico delle finanze comunali. da qui partirà un nuovo ciclo di prestiti fino a quando i responsabili didattici non riterranno opportuno il rinnovo dell’edizione.

Considerando che finanziamento delle politiche dell’istruzione vede coinvolti numerosi soggetti, pubblici ma anche soggetti privati e del terzo settore, questi ultimi soprattutto per l’esercizio del diritto allo studio e la messa a disposizione di borse di studio, è nostra intenzione chiamare gli elementi più coscienti del mondo del lavoro (imprenditori, professionisti, ecc.) a premiare, tramite borse di studio, gli allievi più meritevoli e bisognosi si per rendere effettivo il dettato costituzionale che gli obblighi di legge sopra richiamati.

Tutto ciò (comodato d’uso e borse di studio) si tramuterebbe in un risparmio immediato per le famiglie bisognose con figli meritevoli.

 

§ 5 Dispersione scolastica e orientamento

Riteniamo utile, per combattere il fenomeno dell’abbandono degli studi, un’attività di orientamento agli studi per informare gli studenti a che tipo di difficoltà andranno incontro, che materie dovranno studiare, che tipo di impegno e di mezzi richiede l’università.

A tal fine intendiamo creare un servizio di tutoraggio che affianchi gli studenti su tutta una serie di versanti, tra i quali: fornire assistenza sugli aspetti burocratici dell’iscrizione, nella determinazione dell’ISEE, nella ricerca degli alloggi in cui tendono soggiornare, nel sostegno agli studenti in difficoltà con gli esami.

 

§ 6 Edifici scolastici

La ricognizione degli edifici scolastici che stiamo effettuando mostra la necessità di urgenti interventi su diversi fronti.

Gli immobili in alcuni plessi sono da ristrutturare. Molti materiali come banchi, lavagne, sedie hanno fato il loro tempo e richiedono un’immediata sostituzione.

La salute dei lavoratori e degli studenti richiede la messa a norma di molti edifici. Alcune cose possono essere fatte immediatamente e senza risorse eccessive, come l’acquisto di tende per proteggere dal sole insegnanti ed alunni. L’amministrazione comunale attuale nemmeno su tale versante mostra sensibilità.

 

§ 7 Asili nido comunali

La popolazione in età prescolare (0-6 anni) conta ad Anzio 4.109 unità, le quali possono far affidamento solo su servizi privati.

Nell’ottica del ri-orientamento e riqualificazione in termini sociali della spesa comunale è necessario che si dia il via alla progettazione e realizzazione di asili nido comunali. I servizi all’infanzia (0-6 anni) sono di competenza esclusiva dell’ente Comune. Questo è un concreto aiuto alle famiglie. Tale servizio permette, a chi ne senta il bisogno, di impegnarsi nel mondo del lavoro contribuendo all’elevazione materiale e spirituale della comunità. Il disinteresse per la costituzione e l’erogazione di un siffatto e vitale servizio da il segno della visione sociale di una Amministrazione comunale. Noi vogliamo liberare le famiglie, che lo desiderano, dall’incombenza legata alla cura della prole, che nella società attuale, significa liberare la donna dal solo ruolo educativo famigliare. Noi abbiamo bisogno di donne i tutti i luoghi e ruoli che la società richiede.

 

§ 8 Fonti finanziarie comunitarie

Non va dimenticato che la comunità locale è anche artefice delle necessarie politiche volte al raggiungimento degli obiettivi fissati in sede UE, e tra questi vi è quello di “migliorare la qualità dei sistemi d’istruzione e di formazione che rappresentano uno strumento privilegiato di coesione sociale e culturale, nonché uno strumento economico considerevole, destinato a migliorare la competitività ed il dinamismo dell’Europa; di facilitare l’accesso di tutti all’istruzione e alla formazione, consentendo la riduzione del tasso di dispersione scolastica ed il facile inserimento degli studenti immigrati; di aprire l’istruzione e la formazione sul mondo”.

Sulla base di tali obiettivi, è stato formulato dal Governo italiano il Quadro strategico nazionale 2007-2013 nel quale vengono fissate varie priorità di intervento, che individuano gli ambiti meritevoli di sostegno finanziario. Noi intendiamo accedere a tale risorse presentando idonei progetti.

Nel caso della scuola numerose potenzialità e possibilità le Amministrazioni passate hanno lasciato cadere nel vuoto. Ci rimane solo il 2013 prima della prossima programmazione, e noi lo vogliamo sfruttare. A titolo esemplificativo elenchiamo alcuni degli obiettivi che le Amministrazioni passate hanno trascurato e sulle quali noi ci impegniamo a realizzare progetti per accedere ai relativi finanziamenti.

A) Rafforzare, integrare e migliorare la qualità dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro e il loro collegamento con il territorio

Gli obiettivi specifici sono due:

A.1 Migliorare la qualità dell’offerta di istruzione-formazione, i risultati dell’apprendimento e agevolare la riconoscibilità delle competenze acquisite

A.2 Migliorare il governo dell’attuazione, l’integrazione tra i sistemi dell’istruzione, formazione e lavoro e il rapporto con il territorio

B) Innalzare i livelli di apprendimento e di competenze chiave, l’effettiva equità di accesso ai percorsi migliori, aumentare la copertura dei percorsi di istruzione e formazione iniziale

Gli obiettivi specifici sono tre:

B.1 Accrescere il tasso di partecipazione all’istruzione e formazione iniziale

B.2 Innalzare i livelli medi dell’apprendimento, promuovere le eccellenze e garantire un livello minimo di competenze per tutti

B.3 Accrescere la diffusione, l’accesso e l’uso della società dell’informazione nella scuola e nel sistema formativo

C) Aumentare la partecipazione a opportunità formative di base e avanzate lungo tutto l’arco della vita

 

 

Previsione risorse per il 2012 per l’Istruzione pubblica per soggetto finanziatore, totale risorse: 12.614.398,00


Spese totali ripartite per destinazione, spese totali 12.614.398,00

La tabella seguente ci mostra come i 4,6 mil/€ destinati al Programma 


Istruzione Pubblica siano effettivamente spesi

Dai 4,6 mil/€ dobbiamo sottrarre le spese non elastiche: Personale, Interessi passivi, Oneri straordinari. Rimangono euro 3.891.767,00 quindi in sostanza le vere disponibilità cadono dai 4,6 milioni esposti in bilancio a 3,8 milioni effettivamente disponibili per essere indirizzate politicamente in modo differente.

Estratti normativa
“L’art. 139 del decreto legislativo n. 112/1998, attuativo della legge n. 59/1997, attribuisce alle Province, per quanto riguarda l’istruzione secondaria superiore, ed ai Comuni, per quanto concerne gli altri gradi inferiori di scuola, i seguenti compiti e funzioni:
a) la programmazione territoriale dell’offerta di istruzione e l’organizzazione e la gestione della rete scolastica; tale funzione in concreto si esplica attraverso interventi volti all’istituzione, all’aggregazione, alla fusione e alla soppressione di scuole in attuazione degli strumenti di programmazione, nonché attraverso la redazione dei piani di organizzazione della rete delle istituzioni scolastiche;
b) l’edilizia scolastica ed il suo utilizzo sociale; si tratta di funzioni attribuite agli Enti locali già ad opera della legge sull’edilizia scolastica, n. 23/1996;
c) le azioni di supporto all’autonomia scolastica;
d) le competenze attribuite alle Amministrazioni locali dalla legislazione.”

“Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, la l. 23/1996, seguita dal d.lgs. 112/1998 ed in seguito il d.lgs. 267/2000 (Testo unico degli Enti locali), hanno ricomposto le competenze di tutta la scuola secondaria superiore presso la Provincia e quelle degli altri gradi inferiori di istruzione al Comune.regionale in materia di diritto allo studio e di orientamento.”

“In particolare, l’art. 3 della legge n. 23/1996, attribuisce ai Comuni ed alle Province ogni onere in materia di fornitura, costruzione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili adibiti all’uso scolastico, compresi l’adeguamento e la messa a norma, nonché le forniture d’acqua, di luce, di gas, di telefono e di riscaldamento con relativi impianti, l’arredamento scolastico ed infine le spese varie d’ufficio, uniti alla fornitura di materiale didattico, registri e stampati, di materiali di cancelleria, come stabilito nell’articolo 159 del d.lgs. 297 del 1994 e ai consolidati servizi di assistenza scolastica e diritto allo studio, di cui agli articoli 42 e 45 del DPR 616/77 consistenti essenzialmente in trasporti, mense, libri di testo, borse di studio.”

“Per quanto concerne la funzione di supporto all’autonomia scolastica, gli Enti locali sono chiamati ad un compito di “qualificazione del sistema scolastico”, che si esplica attraverso una serie di interventi di natura oggettivamente qualitativa finalizzati da un lato a supportare le istituzioni scolastiche autonome, e dall’altro a potenziare e ottimizzare l’offerta formativa sul territorio. Tali interventi riguardano principalmente: l’educazione degli adulti, l’integrazione tra orientamento scolastico e professionale, la realizzazione delle pari opportunità di istruzione, gli interventi perequativi, le azioni di supporto tese a promuovere e sostenere la coerenza e la continuità in verticale e orizzontale tra i diversi gradi e ordini di scuola, la prevenzione della dispersione scolastica.”

Finanziamenti a supporto delle attività scolastiche
Intendiamo porre in essere tutte quelle attività rivolte a sostenere economicamente le famiglie per il sostenimento dei costi della scuola.
In specie implementeremo la formula del "libro in comodato d'uso" con il quale lo studente entra in possesso di un testo che dovrà riconsegnare a fine anno.
Faremo bandi per l'assegnazione di "borse di studio" rivolte al sostegnodelle famiglie in conidizioni economiche disagiate, tramite il ricorso allo strumento dell'ISEE, ed indipendentemente dai risultati scolastici conseguiti dall'alunno.
In ordine alla recente disposizine che prevede solo "libri on line" per alcuni ordini di scuola, riteniamo che l'Amministrazione debba farsi carico della stampa dei suddetti libri e relativa consegna gratuita alle famiglie.

Mensa scolastica
Riteniamo che la privatizzazione e l'esternalizzazione di molti servizi pubblici non abbia portato a miglioramenti  nella qualità dei servizi, nè nel livello della spesa che sopportano l'Amministrazine  e le famiglie.
Nostro intento è procedere ad un indagine sulla fattibilità o meno della internalizzazione del servizio mensa, riportando nel pubblico, cioè sotto diretta sorveglianza della cittadinanza la somministrazine dei pasti per gli alunni.
Intendiamo dare corpo al progetto "Mensa Biologica" la quale è finanziata per il 60% da fondi regionali, con un duplice vantaggio: da un lato il miglioramento qualitativo del servizio, dall'altro una riduzione sostanziale del costo del servizio.
Infine riteniamo che la compartecipazione al pagamento della quota a carico delle famiglie del servizio mensa debba essere graduato in funzione del disagio economico delle famiglie, e pertanto, tale somma dovrà essere agganciata in modo progressivo ad un idoneo valore dell'ISEE.

Edilizia scolastica
Le strutture scolastiche non sono adeguate. Esse non rispettano le norme che prevedono determinati spazi e volumi per alunno. La qualità dei locali dal punto di vista della falicitazione dell'apprendeimento è pessima. Mancano idonei spazi per lo svolgimento di diverse attività didattiche (pittura, ecc.). Le norme di sicurezza sono spesso disattese, o nascoste dietro il paravento di una documentazione solo formale. Gli spazi adibiti a mensa non sono idonei.
Noi intendiamo affidare l'inicarico, ai soggetti preposti per legge e ad un soggetto terzo, indipendente cioè dall'organismo scuola e dalla Pubblica Amministrazione, della ricognizione dello stato dei luoghi affinchè ne emerga un quadro di intervento finalizzato a porre rimedio alle carenze idnividuate.
Compito della futura amministrazione sarà la costruzione di almeno un asilo nido comunale.


Immigrazione
La forte presenza degli immigrati sul territorio è cosa nota. Essi frequentano le nostre scuole, ospedali, negozi, ecc.. Usufruiscono dei servizi sociali, lavorano spesso sul territorio.
Riteniamo pertanto che l'amministrazione, tra le altre cose, si faccia promotrice di un gesto di coesione ed integrazione, conferendo la cittadinanza onoraria ai cittadini stranieri nati in Italia e che frequentino la scuola dell'obbligo, nonchè ai loro genitori, e a tutti coloro che dimostrano di avere un imiego o di condurre un'attività economica.
Inoltre il venir meno del fondo denominato "forte flusso migratorio", a causa delle politiche di austerità, è venuta meno la risorsa finanziaria con la quale venivano posti in essere le attività di formazione-integrazione come i corsi di lingua italiana per stranieri, ed altro ancora. Infine, anche il ruolo dei mediatori culturali, essenziali non solo in ambito scolastico ma ovunque l'immigrato incontra la Pubblica Amministrazione (Asl, Scuola, ecc.) ha scontato gli effetti di politiche dissennate.
Noi intendiamo finanziare con le risorse comunali o europee tutte le suddette attività e finalità, anche tramite l'attivazione di un Centro Territoriale Permanente che svolga le suddette funzioni in modo sistematico.

Disturbi dell'apprendimento
Dopo le recenti disposizioni normative il corpo insegnante deve farsi carico di tutte quelle problematiche connesse a quei soggetti che pur essendo in grado di raggiungere gli stessi obiettivi degli altri ragazzi, necessitano di metodi e strumenti didattici alternativi.
L'Amministrazione deve mettere in condizione il corpoinsegnante di potere espletare al meglio tale funzione aggiuntiva, fornendo i materiali e gli strumenti, anche informatici, atti allo scopo.


 

martedì 23 ottobre 2012

I nodi di scambio e il trasporto flessibile


Oggi giorno, appare sempre più necessaria una rivoluzione sociale e culturale rivolta al mondo del trasporto pubblico (TPL). L’esistenza di un sistema di trasporto efficace e ben progettato, non può più essere messa in discussione in nessun ambito sia esso metropolitano o urbano. Naturalmente, il modo di approcciarsi ad esso è differente nel momento in cui il campo d’azione varia tra una grande città come Roma o le altre capitali europee, ad una cittadina di dimensioni più piccole come può essere Anzio. E’ opinione diffusa ritenere che, poiché si vive in una realtà maggiormente circoscritta, parlare di “sistemi alternativi di trasporto” o di “trasporto intermodale” sia una follia. La realtà è però ben diversa e ce lo confermano esempi e studi in ambito nazionale ed europeo. Un buon sistema di trasporto, non implica per forza di cose un “ grande sistema” ma il più delle volte è sinonimo di coordinazione e di interscambio.  Ed è qui che si basa il concetto di “sistema di mobilità sostenibile”, che prende vita nelle piccole, e solo successivamente grandi, città francesi.  Elementi fondamentali per la realizzazione di questo scopo sono: i nodi di scambio ( “The geographical location where two network interconnect and exchande traffic”) e il trasporto flessibile. Nella nostra vita, sarà capitato almeno una volta di sentire nominare queste parole, ma poiché siamo distanti anni luce dal resto d’Europa, ci sembra una cosa così impossibile e quanto meno utopica, specialmente se poi le rapportiamo ad un Comune come Anzio, dove a mala pena funzionano i treni e ogni tanto passa qualche autobus. Ma di cosa stiamo parlando? E’ veramente così difficile realizzare tutto questo, o forse manca la volontà e l’organizzazione? Per essere brevi, definiamo i nodi di scambio intermodale come quei luoghi dove è possibile passare facilmente da un mezzo di trasporto ad un altro, con costi contenuti, modalità semplici, percorsi comodi e tempi ridotti. Il loro scopo è infatti quello di facilitare la continuità del viaggio ed aumentare la velocità degli spostamenti, garantire un uso moderato del mezzo privato e lo sviluppo del mezzo pubblico. Attualmente, il trasporto su strada è, dopo la produzione di energia elettrica, la seconda causa di emissioni di gas serra in Europa, oltre a rappresentare un elemento cardine dell’emergenza sanitaria a causa delle emissioni di PM10, che sono causa di asma, enfisemi e tumori ( secondo l’OMS più di 8000 morti l’anno sono legate agli effetti a lungo termine di queste emissioni), non dimenticando poi l’inquinamento acustico ( rilevante soprattutto nelle grandi città). I nodi di scambio hanno un ruolo fondamentale anche per la riduzione del tempo perso: infatti, l’ANCI ( Associazione Nazionale Comuni Italiani) rivela che gli automobilisti passano in media due settimane  all’anno in automobile fermi nel traffico. Si deve creare un nuovo equilibrio urbano, investendo sul trasporto pubblico e sull’integrazione fra gli spostamenti con mezzo privato e quelli con mezzo pubblico, progettare modelli di mobilità sostenibile ispirati al principio dell’uso efficiente del territorio e delle risorse naturali, migliorando così la qualità della vita dei cittadini e la riduzione dei costi individuali e sociali. In quest’ottica, importanza fondamentale la rivestono i parcheggi di scambio. Riportando il discorso al contesto locale, è fondamentale implementare la disponibilità dei parcheggi di scambio, che non devono essere pensati come semplici stalli dove lasciare l’automobile, ma concepiti come centro integrato dei di trasporti e servizi di vario genere. Uno studio condotto dall’ADAC ( Allgemeiner Deutscher Automobil-Club) mostra dei dati che fanno riflettere: il sistema dei nodi di scambio ( Park and Ride) è molto eterogeneo tra le varie città, soprattutto a livello di tariffe. Infatti, in alcuni casi, la sosta è addirittura gratuita, in altri si usa il sistema misto in cui il prezzo del parcheggio è inglobato in quello del biglietto. Molto dipende dal gestore, nel caso di Amministrazione Pubblica, solitamente i parcheggi sono liberi o a costi bassissimi, diverso se il gestore è privato. L’analisi del best practices europee mostra come i nodi di scambio non sono semplici luoghi di passaggio, ma elementi di riqualificazione e valorizzazione di pari di città.  Nel momento in cui si definisce un nodo, è necessario ridimensionare completamente le strade d’accesso creando corsie riservate per taxi e autobus, e stalli per le biciclette. Una volta individuato e realizzato, ad esso si associa il criterio del trasporto flessibile, in opposizione al trasporto convenzionale. Questo, è un mondo vastissimo, dietro il quale esistono studi approfonditi e molte pubblicazioni. Il concetto di trasporto flessibile, nasce nel nord Europa ( Germania, Svezia e Belgio) e in alcuni stati degli USA. Velocemente però si allarga a molti Paesi, diventando in alcuni casi un vero e proprio rivale del trasporto convenzionale. In breve, riportiamo alcuni sistemi, per convenienza quelli più utilizzati nel nord Europa, ma è comunque necessario sottolineare che oltre a questi indicati, si conoscono molti altre modalità utilizzate con successo nel mondo.
1)      Trasporto taxi collettivo: è il sistema di trasporto pubblico migliore, ma anche il più costoso. Nasce così il taxi collettivo, il servizio è molto simile a quello tradizionale, ma il prezzo nettamente inferiore poiché la corsa è divisa tra più utenti contemporaneamente. Si prevede l’uso di paline alle fermate “ linea connessa al taxi collettivo con prenotazione a bordo”. La prenotazione dovrà essere fatta prima dell’arrivo con un congruo anticipo. All’atto della prenotazione il viaggiatore riceve un tagliando con un numero identificativo e una volta giunto al punto d’arrivo, dovrà cercare tra i taxi collettivi presenti, quello che espone il suo numero, e specificare all’autista il proprio indirizzo (naturalmente entro la zona prevista al momento della prenotazione). Per essere prelevati a domicilio e accompagnati al capolinea si dovrà telefonare specificando l’orario desiderato. In caso di uso frequente sarà possibile effettuare degli abbonamenti.

2)      CarSharing è una forma organizzata di utilizzo di un auto in comune, con percorsi ed orari non fissi, e con fermate a prenotazione dislocate sul territorio. E’ un sistema rivoluzionario per coloro che non usano in modo abituale l’auto, e comporta un risparmio rilevante rispetto al trasporto privato su gomma. Le aree di parcheggio nei nodi di scambio devono prevedere posti riservati per questo tipo di trasporto. Il costo è diviso tra un costo fisso ( quota d’ingresso per entrare nell’associazione) e un costo variabile ( quota chilometrica o quota oraria). Questo oltre ad avere importanti vantaggi economici, comporta un miglioramento delle condizioni ambientali ( meno auto). In Italia questo sistema è molto sviluppato nella provincia di Milano.  La variante a questo è il Cash-Car, ma non praticato in Italia.
3)      Carpooling ( o autostop organizzato) molto in voga tra i giovani. A differenza del CarSharing, le auto utilizzate sono private: gli utenti si accordano via web. In questo caso colui che mette a disposizione l’auto, si registra su un apposito sito ( può essere anche di gestione comunale) e scrive l’ora e il punto di partenza. Il secondo utente, sprovvisto di macchina, contatta il conducente e si accordano per la partenza. L’unico costo previsto è quello legato alla divisione del carburante. Questa tecnica, è considerata l’evoluzione dell’autostop, in quanto migliora notevolmente i parametri legati alla sicurezza, poiché entrambi i partecipanti sono iscritti ad un sito e quindi facilmente riconoscibili e  individuabili.
4)      Call a Bike prevede la possibilità di prelevare la bicicletta direttamente alle stazioni in un parcheggio bici, previa una registrazione antecedente. Gli utenti ricevono un numero clienti e possono prenotare anticipatamente per via telefonica la loro bici. L’utilizzo di questo sistema di scambio è detto Bike and Ride. Previsto anche l’uso di bici elettriche.
5)      Parken und Mitfahren è il sistema nato in Germania che prevede l’accordo tra più utenti presenti sullo stesso mezzo che compiono puntualmente lo stesso tratto alla stessa ora ( caso pendolari). Viene utilizzata a turno un auto privata messa a disposizione da uno di questi. Anche in questo caso, tal pratica può essere registrata e ottenere la garanzia del posto riservato nel parcheggio di scambio. 
                                
                                                                                                              Simone Di Donna


giovedì 18 ottobre 2012

Decreto Interministeriale del 5 ottobre 2012: l'ultima follia in campo occupazionale

Questo Governo continua ad attuare le stesse politiche del lavoro che nessun risultato positivo hanno prodotto negli ultimi 30 anni.

Invece di ricercare le condizioni necessarie per la creazione dell'occupazione, si continuano a sprecare enormi risorse (e chi se ne frega degli esodati) per contributi economici  alle aziende che, al loro esaurimento, condurranno alle inevitabili sequenze di cassa integrazione, licenziamenti e mobilita'.

 

Gli incentivi premieranno solamente gli incrementi occupazionali avvenuti entro il 31 marzo 2013. La prossimita' di questa data con le future elezioni rende la causalita' quanto meno sospetta.

Certo e' che in un momento cruciale per il nostro Paese vi saranno alcuni che, al momento giusto oseranno gridare vittoria per l'inevitabile riduzione del tasso di disoccupazione, omettendo pero' di sottolineare che questo successo si tramutera' nell'ennesima sconfitta nel momento in cui le aziende avranno "bruciato" i contributi statali.

 

Tutti conoscono le risorse stanziate per questo provvedimento: 230 milioni di euro. Nessuno pero' e' in grado di prevedere l'enorme costo che la collettivita' paghera' in termini di indennita' di disoccupazione, mobilita' e cig nel momento in cui tali "nuove" assunzioni si tradurranno in "nuovi" licenziamenti.

 

Entrando nel vivo del provvedimento di legge, accolgo con favore quanto meno l'agevolazione per coloro che stabilizzeranno i pregressi rapporti di lavoro precario in contratti a tempo indeterminato. La cosa assurda, folle, iniqua, delinquenziale e' a mio avviso il fatto che, per quanto riguarda le "nuove" assunzioni, verranno incentivate  quelle effettuate con contratto a termine e non quelle con contratto a tempo indeterminato.

 

Valerio Pollastrini

giovedì 4 ottobre 2012

Resoconto dell'incontro con i pendolari


Il giorno 28/09/2012 si è svolto l’interessante e stimolante incontro organizzato dall'Idv e dal Prc con i comitati locali per la tutela dei pendolari della tratta Roma - Nettuno (FR8).  Il dibattito è stato aperto dal candidato Sindaco Valerio Pollastrini che ha ricordato come tale iniziativa faccia parte di un progetto più ampio che prevede una serie di incontri, da parte delle forze politiche che appoggiano la sua candidatura, con comitati e associazioni locali, per conoscere in modo profondo le problematiche territoriali e costruire un percorso utile alla ricerca di possibili soluzioni.
L’Ing. Simone Di Donna, responsabile del settore mobilità e trasporti dell’IdV di Anzio, ha poi  spiegato  come si sviluppa la rete ferroviaria italiana, in particolar modo quella laziale, e come RFI ( Rete Ferroviaria Italiana) gestisca dal punto di vista aziendale le varie tratte. 
Il dibattito si è incentrato sulle esperienze dei Comitati che hanno avuro modo di riepilogare le loro battaglie e le modalità con cui le varie amministrazioni e  la società RFI, si sono rapportate fino ad oggi con loro.  
Il Sig. Ferracci, presidente dell’ Associazione Pendolari Apriliani,  ha raccontato  le molteplici iniziative in favore degli utenti della tratta Roma-Nettuno e i vari tavoli di confronto con gli Enti interessati. Tra le problematiche emerse, di primaria importanza è risultata quella relativa al numero insufficiente di posti a sedere sulle varie carrozze. Criticità che diventa emergenza già dalla stazione di Padiglione nel viaggio Nettuno – Roma, ma che risulta prassi quando il treno è in partenza dalla Stazione Termini, specialmente nelle ore di punta. E' stata portata alla nostra attenzione la delibera n° 19 “Progetto Tipo3”, emanata da RFI nel marzo 2007, che prevede l’assegnazione al “Referente di Progetto” dell’importo di  Euro 350.000,00 nell’ambito del Programma “Studi di Fattibilità Progetti Infrastrutturali” che riguarda, tra gli altri interventi , anche il potenziamento del tratto Campoleone – Nettuno.  Attualmente, non si hanno notizie sulle intenzioni di attuazione del documento citato, e ci si chiede se e dove siano stati investiti i soldi stanziati.
 Il rappresentante del Comitato di Aprilia, ha poi illustrato una serie di accordi stipulati tra RFI e Regione Lazio, nel merito degli interventi strutturali e tecnologici da apportare alla linea Roma-Nettuno. Parte di questi sono stati realizzati, anche se in modo non completo, mentre gli altri sono stati totalmente ignorati.  A conclusione del suo intervento, il Sig. Ferracci, ha ricordato l’importanza di fare fronte comune su questo tema, sia dal punto di vista dei comitati cittadini che nascono spontaneamente, sia da parte di amministrazioni locali e partiti. Forte è il desiderio che la voce dei pendolari  non arrivi frammentata alle orecchie di chi ha il dovere di ascoltarla, ma che, unita in un solo grido,  mostri appieno il proprio sdegno.
A prendere la parola sono stati poi i rappresentati del Comitato Pendolari FR8a Carrozza, nelle persone della Dott.ssa  Silvia Bonventura  e  del Dott. Maurizio Lo Piparo. La prima, ha raccontato delle difficoltà che i comitati locali incontrano nel confrontarsi con gli enti preposti, pur sottolineando che molto spesso vi è un colloquio diretto con tecnici e amministratori regionali assolutamente preparati e disponibili, ma che, per diversi motivi, vi è sempre qualcosa che impedisce la realizzazione degli accordi presi.
Un dato confortante è che la Regione Lazio, a differenza di molte altre regioni che hanno subito tagli importanti a causa della crisi nazionale e delle difficoltà di RFI, sia stata una delle poche fortunate a mantenere invariato il numero di tratte e di corse sulla propria rete.
 La Dott.ssa Bonaventura ha poi evidenziato che un obiettivo per il quale è necessario battersi è quello dell’aggiunta di un ulteriore carrozza passeggeri a due piani. Un simile intervento aumenterebbe la capacità di trasporto del treno e risolverebbe enormi disagi per chi usufruisce del servizio. Al contrario, accade sovente che, per mancanza di personale a bordo, alcune carrozze del treno vengano chiuse e i passeggeri costretti a viaggiare in piedi contro ogni norma di sicurezza.
Il Dott. Lo Piparo ha invece lamentato che basterebbe un piccolo sforzo, da parte di chi gestiste il sistema, per evitare pesanti difficoltà agli utenti. In quasi tutte le stazioni ormai sono stati installati altoparlanti, ma spesso essi non vengono utilizzati per fornire tempestivamente indicazioni riguardanti ritardi o eventi che compromettono la regolare circolazione. Purtroppo di frequente accade  che i pendolari si trovino in balia dei ritardi, senza alcuna informazione su eventuali scelte alternative utili per poter tornare a casa o recarsi a lavoro.
  Il Comitato Pendolari FR8a Carrozza ha invitato i presenti e tutti i cittadini, a prendere parte all’iniziativa “Giornata del Camminare” che si terra' domenica 14 Ottobre. In tale occasione verrà percorsa la tratta Roma-Nettuno, alternando l’uso del treno a passeggiate educative il cui scopo è quello di aiutare a comprendere le caratteristiche storiche, architettoniche e urbanistiche del nostro territorio ( per info: classactionromanettuno@gmail.com).
Conclusi gli interventi,  si è registrato un intenso confronto tra i numerosi presenti. Il discorso si è incentrato sul  mancato controllo sui treni dovuto alla carenza di personale. L'inaffidabilità del sistema si ritiene inoltre dovuta allo spreco di soldi per lavori giudicati non  funzionali al miglioramento della qualità del viaggio e all’evidente assenza di ammodernamento della linea che, a parte pochi interventi strutturali, non sembra aver subito alcuna miglioria nel corso degli anni. Non va poi  dimenticata la questione della sicurezza delle stazioni la cui competenza, ad eccezione di quelle nodali di scambio, è risultata essere pertinenza delle Amministrazioni comunali. Spesso le stazioni si presentano in stato di totale degrado e risultano pericolose per coloro che attendono il treno. Emblematico è il caso della  Stazione di Lavinio, recentemente sistemata da RFI e che versa nuovamente in condizioni pietose a causa del completo disinteresse dell’amministrazione locale, nonostante le molte promesse.
L’Ing. Di Donna ha  sollevato l’importanza della realizzazione di parcheggi di scambio intermodale che permetterebbero agevolmente all’utente di cambiare il proprio sistema di trasporto durante il viaggio senza ulteriori spese. Si tratta di un sistema che  comporterebbe un aumento sostanziale dell’attrattiva verso il sistema ferroviario e una maggiore facilità di spostamento degli utenti. Queste condizioni, particolarmente sviluppate nel resto dei paesi europei, sarebbero praticabili a costi assolutamente contenuti purchè vi fosse una reale intenzione, sia delle Amministrazioni locali che dell’Ente responsabile del servizio ferroviario, ad intraprendere una strada che porti nel breve periodo all’ottimizzazione del trasporto sul ferro e ad uno sgravio del numero di utenti che scelgono il trasporto su gomma. Per coloro che volessero approfondire questi temi è possibile mettersi in contatto con il nostro responsabile alla mobilità per mezzo del seguente indirizzo mail: info@idvanzio.it.
La conclusione del dibattito è stata sancita da un intervento forte e deciso da parte di uno dei membri del direttivo dell’Italia dei Valori, il Sig. Giorgio Moscatelli, che ha sottolineato come, molto spesso, ci si dimentichi dei doveri che le Istituzioni hanno nei confronti dei cittadini. Al contrario   sembra quasi che siano questi ultimi a dover fornire soluzioni a coloro che invece avrebbero il dovere di garantirle. "Nell'era in cui si mandano sonde su marte, appare assurda l’immobilità di coloro che da anni, facendo false promesse,  non riescono a trovare soluzioni a problemi che in realtà non sembrano  insormontabili".

Idv e Prc Anzio
Valerio Pollastrini Sindaco

mercoledì 3 ottobre 2012

Resoconto sulla conferenza stampa che ha sancito ad Anzio l'alleanza tra Prc ed Idv

Si è svolta ieri, presso la sede del Partito di Rifondazione Comunista, la conferenza stampa che ha sancito l’alleanza tra Prc e Idv per la candidatura a sindaco di Anzio di Valerio Pollastrini.
Umberto Spallotta, segretario del Prc di Anzio, ha  evidenziato le ragioni che hanno indotto il suo partito a sostenere la candidatura avanzata dall’Idv. La figura di Pollastrini rappresenta infatti una chiara spinta al rinnovamento dell’attuale classe politica e offre idonee garanzie per la necessaria attenzione verso i temi sociali che accomunano la nuova coalizione.
Luigi Visalli, per conto dell’Idv, ha riepilogato il processo che ha portato al distacco dal resto del centro sinistra.  Nel suo intervento è stato ricordato come i due partiti, fin dall’inizio dell’anno, abbiano chiesto al Pd di individuare un candidato che potesse raccogliere il consenso di tutti gli schieramenti di opposizione. Il timore palesato era quello di arrivare a ridosso delle elezioni con il rischio di essere poi costretti ad accettare una candidatura di ripiego. Vista l’assenza di sensibilità verso tale richiesta, la scelta di unirsi in un percorso comune è stata una logica conseguenza all’immobilismo degli altri partiti di sinistra.

A proposito della sanita'

Sono allarmanti i dati emersi dal forum sulla sanità che si è tenuto il 19 settembre presso la sede Idv di Anzio.

Una compiuta analisi ha permesso ai numerosi presenti di comprendere appieno quali dovranno essere le "pressioni" che la futura Amministrazione comunale avrà il dovere di attuare nei confronti della Regione Lazio.

La visione generale delle politiche sanitarie degli ultimi anni palesa un chiaro indirizzo orientato a favorire il potenziamento delle strutture ospedaliere dei Castelli Romani attraverso il progressivo impoverimento delle risorse dedicate al nostro territorio.

Sulle responsabilità di chi ha governato la città, mi limito a sostenere che  la priorità assegnata alla concessione per il nuovo porto ha forse distolto l'attenzione da problemi certamente più importanti.

La certezza è che, mentre con tenacia veniva "strappato" il consenso regionale per il porto, lo stesso Ente arricchiva strutture "amiche" impoverendo le risorse dell’ospedale di Anzio. La coincidenza temporale induce il legittimo sospetto che tra due battaglie la nostra Amministrazione ne abbia scelta una a discapito dell'altra.

E’ frequente che, dinnanzi a condotte di questo genere, si e' soliti ripetere che si tratti di "scelte politiche". Dal momento che in questo caso e' in gioco la salute dei nostri concittadini, a costoro chiedo in questa sede: che politica sarebbe mai questa?

Le mie sono semplici ipotesi, anche se vi è un fatto incontrovertibile e' cioè che in questi mesi i nostri rappresentanti non abbiano fatto altro che disquisire sull'importanza del nuovo porto mentre nessuno di essi ha sollevato la problematica dei massicci tagli all’assistenza sanitaria nel nostro territorio. Possibile si tratti solo di un fatto di audience?
Il timore è che ad Anzio la salute forse valga meno di uno yacht.

Valerio Pollastrini