martedì 18 settembre 2012

Alta velocità su via Ardeatina

Nel direttivo di ieri è stato sollevato il problema dell'alta velocità sulla strada provinciale Via Ardetina ( il tratto finale gestito dagli enti comunali). Da una breve ricerca, ho ricavato le seguenti soluzioni al problema:

1) adottare una metodologia di controllo in grado di contrastare efficacemente le condotte illecite anche e soprattutto nei tratti più delicati delle strade urbane mediante
 il posizionamento di postazioni Velo OK. Il sistema si basa sull’installazione a margine della strada di una serie di colonnine (denominate dissuasori di velocità a cabina) colorate ed estremamente visibili agli automobilisti, recanti l’indicazione del limite di velocità e della presenza del controllo elettronico. Le colonnine possono fungere da semplice dissuasore oppure, alloggiando al proprio interno in modalità “random” le apparecchiature di rilevazione della velocità, possono fungere da vero e proprio “autovelox”.Il posizionamento ripetuto delle colonnine rende costante l’effetto dissuasivo lungo tutto il tratto di strada coperto, durante tutte le 24 ore (in quanto le cabine di notte sono illuminabili e fosforescenti). L’effetto dissuasivo è completamente indipendente dalla presenza o meno del rilevatore all’interno della cabina ed il sistema può dunque garantire la massima sicurezza sulla strada anche nel caso di una limitata attività sanzionatoria. Questa metodologia è in grado di migliorare i comportamenti degli utenti della strada senza creare malumori e contenziosi e verrà affiancata da azioni di educazione e comunicazione necessarie per amplificarne il livello di comprensione e consenso.

2) Rallentatori ottici a bande sonore. Si tratta di dispositivi che, ai sensi dell'art. 179 commi da 1 a 3 del DPR 16-12-92 N° 495 e ss.mm. (regolamento del codice della strada) possono essere realizzati su tutte le strade, per tutta la larghezza della carreggiata. Sono realizzati mediante l’applicazione sulla pavimentazione di almeno 4 bande trasversali di materiale retroriflettente con altezza crescente nel senso marcia e di
stazionamento decrescente che creano sia un effetto ottico (per rifrangenza) sia un effetto acustico vibratorio. La prima striscia deve avere una larghezza di 20 cm, le successive con incremento di almeno 10 cm di larghezza. Non sono finalizzati alla riduzione in sé della velocità, rispetto alla quale non determinano particolari effetti, ma il loro scopo principale è quello di preavvisare gli utenti riguardo la presenza di successivi dispositivi per la riduzione della velocità, o condizioni di pericolo, in modo che gli utenti stessi possano modificare il loro comportamento. Per le bande sonore va posta particolare attenzione alla presenza di edifici residenziali o pubblici in quanto il passaggio delle auto induce una certa rumorosità che può risultare fastidiosa.

3) uso di semafori collegati al rilevatore di velocità

Queste sono solo alcune soluzioni, praticabili. Ritengo sia importante, sopratutto per i pedoni, l'uso di strisce pedonali rialzate con funzione di dosso rettangolare.

Simone Di Donna
Responsabile Mobilità e Trasporti

1 commento:

Unknown ha detto...

Ogni anno d'estate trascorro le vacanze a Moena. La provinciale che attraversa tutta la Val di Fassa passa per il centro tagliando in due il paese. Per risolvere il problema dell'alta velocità in una strada così importante è stato installato, all'entrata del paese, un semaforo che diventa rosso solo se, 100 metri prima di esso, viene rilevata una velocità superiore ai limiti consentiti dal codice stradale. Vi posso assicurare che questo metodo, ha risolto il problema.