La "signora" Polverini, continua la sua mattanza sulle strutture ospedaliere pubbliche...ma quando si tratta di farsi ricoverare, non si fa problemi a farsi aprire un intero reparto ospedaliero solo per lei, con ben due infermiere a disposizione.
http://www.la7.it/piazzapulita/pvideo-stream?id=586967
venerdì 31 agosto 2012
giovedì 30 agosto 2012
Rifiuti? Una risorsa!
Negli ultimi anni, l'aumento del benessere sociale è coinciso con l'incremento della produzione dei rifiuti. Questo comporta un costo elevato per il loro smaltimento, e ciò, sta a significare che la soluzione migliore sarebbe quella di limiatere la loro produzione ( imballaggi...). Il problema principale, che in Italia si evidenzia maggiormente rispetto ad altri paesi, sta nel comprendere che i rifiuti possono non essre un "peso" sociale, ma bensì una risorsa. Rilevando a malincuore che all'interno della Costituzione Italiana, non si fa mai riferimento all'ambiente in quanto risorsa da salvaguardare ma piuttosto, si parla di "tutela del paesaggio" e solamente a seguito della legge Galasso del 1985 le norme in materia ambientale hanno un piccolo cambiamento di rotta, poichè viene per la prima volta introdotto in Italia il problema dell'inquinamento ( in realtà la legge non vieta di inquinare, ma definisce i limiti tollerabili) e del rispetto dell'ambiente. Negli ultimi decenni, i rappresentanti politici delle principali nazioni mondiali hanno recepito la necessità di porre rimedio al continuo attacco all'ambiente. In questo quadro va vista la nascita dei "Piani Nazionali di Allocazione delle Emissioni " (NAP), che obbliga i singoli paesi a restare al di sotto di precisi limiti di emissioni prodotte, il superamento del tetto previsto, comporta il pagamento di una multa. In alcuni casi, i paesi che superano i valori di legge, possono pagare altre Nazioni per cedergli parte delle quote, allo stesso tempo, paesi che restano al di sotto dei limiti, possono vendere le loro quote. Questo si verifica anche a livello nazionale con i "permessi di Emissione" (EUA) dove le singole imprese creano un mercato riguardante le quote di emissioni.
Il DL 152/06 definisce il rifiuto come " qualsiasi sostanza od oggeto [...] di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi". La gestione dei rifiuti si sviluppa in diverse fasi:
1) raccolta
2) trasporto
3) recupero ( rimpiego e/o riciclaggio)
4) smaltimento
5) controllo
Secondo le norme europee, tutti i rifiuti sono catalogati attraverso un codice identificativo ( codice CER), composto da sei cifre dove le prime due cifre indicano l'attività di produzione a cui appartiene il rifiuto. I rifiuti si divinono in due categorie: urbani e speciali ( entrambi possono essere pericolosi per la salute o non).
Ogni anno, in Europa si producono 2 miliardi di tonnellate di rifiuti di cui il 14% sono rifiuti urbani (RU); nonostante la politica del recupero e riciclaggio, il metodo ancora più utilizzato per lo smaltimento resta il conferimento in discarica. I paesi più virtuosi per una gestione dei rifiuti finalizzata al recupero sono Danimarca, Olanda, Lussemburgo e Svezia, mentre il paese europeo che monetizza maggiormente la risorsa rifiuti risulta essere la Germania. L'Italia, insieme a Grecia, Irlanda e Regno Unito, è il fanalino di coda di questa classifica. Ma quali sono le tecniche di smaltimento? Il CNR attravero il documento "Rapporto Rifiuti" ci dice che in Italia, si producono annualmente 135.000.000 t di riifuti speciali (RS) di cui 52.000.000 da attività di demolizione e 32.000.000 t di rifiuti solidi urbani (RSU). Dai dati 2007, la produzione pro capite è di 546 Kg/ab. Come detto, il problema principale è rappresentato dai rifiuti solidi urbani, le tenciche di gestione disponibili sono:
a) raccolta differenziata : vengono separate le frazioni secche ( carta, cartone, plastica e vetro) che sono destinate al riciclaggio, dalle frazioni organiche ( rifiuti domestici) che invece vengono trasformati in compost ad utilizzo agricolo. Gli scarti di entrambe le lavorazioni vengono utilizzati per la produzione di combustibile da rifiuto (CDR) o sono smaltiti in discarica.
b) raccolta indifferenziata : frazioni organiche e secche vengono sottoposte ad un trattamento meccanico biologico (TMB) mediante quale avviene la separazione tra materiali ferrosi e vetro ( destinati al riciclaggio), frazione secca ( destinata a CDR) e frazione umida ( a discarica).
I principali metodi di smaltimento attualmente utilizzati sono:
a) discarica
b) CDR viene confinato in grossi blocchi avvolti da vari strati di pellicola e resi simili a balle di fieno (ecoballe) e il loro smaltimento avviene negli inceneritori che, nella maggior parte dei casi, mediante il recupero di energia derivante dalla combustione producono elettricità
c) incenerimento il rifiuto è distrutto mediante calore
d) termovalorizzatore tramite la termodistruzione dei rifiuti si produce energia. In un forno a griglia mobile inizia la combustione, le sstanze pesanti che resistono alla combustione cadono dalla griglia dove vengono raffreddate e inviate in discarica. I fumi caldi, vengono utilizzati per alimentare una caldaia che mediante una turbina produce elettricità e successivamente vengono depurati dalle ceneri e rimmessi in atmosfera. Le ceneri, vengono portate allo smaltimento. Le temperature variano tra 800 e1200 °C.
e) compost è un processo aerobico controllato di decomposizione dei rifiuti ad opera della flora microbica e fornisce come risultato un materiale simile all'humus.
f) biocombustibile è una fonte di energia rinnovabile ottenunta dai rifiuti organici di natura vegetale e animale (biomasse).
L'utilizzo della raccolta differenziata, risulta in quest'era definita del consumismo, un valore importante e in molti casi fondamentale. Basta pensare che esistono paesi dell'UE che hanno un tasso di differenziata del 70%, mentre in Italia si ha il 5% al Sud e il 15% al Nord. Il punto è dunque, come può il cittadino guadagnare con la raccolta differenziata?? Portiamo quindi tre esempi, e per non essere incolpati di poco nazionalismo, scegliamo proprio tre esempi italiani.
1) CASTELNUOVO prov. Napoli, qui vi è la campagna "Differenzia e guadagni" : per ogni chilogrammo di materiale raccolto il cittadino guadagnerà 6 cent per carta e 12 per la plastica.
2) CAPANNORI prov. Lucca, la vera raccolta di rifiuti porta a porta è arrivata all'82%, e il comune ha risparmiato 1 milione e 900 mila euro in un anno. Ai cittadini viene fornita una tessera magnetica, per la raccolta punti, ogni 500 punti...20 euro!
3) FARA SABINA prov Roma, la raccolta differenziata a punti, ossia in determinati giorni, i cittadini si recano in punti di raccolta prestabiliti e in base alla differenziata fatta, ottengono punti sulal loro RDCard, attraverso la quale ottengono un bonus economico che l'anno successivo comporterà una riduzione sulla tassa TARSU.
Concludendo, posso garantire che in paesi come la Germania, dove esistono in ogni supermercato apposite macchine per il ritiro di platica (15 cent. a bottiglia) e vetro (8 cent a bottiglia),a la differenziata diventa totale, e non solo permette al cittadino di "riguadagnare" attraverso i suoi rifiuti, ma spesso si verifica una sorta di caccia alla bottiglia per le strade. L'uso della differenziata, naturalmente non prescinde dall'utilizzo delle tecniche prima citate, ma questa, deve essere il cardine della gestione dei rifiuti, così si crerà un guadagno per tutti, cittadini e Stato. E solo in questo modo, i rifiuti, saranno una grande risorsa.
lunedì 20 agosto 2012
Alcune considerazioni sulla riforma del lavoro
Il 18 aprile 2012 e' entrata in vigore la legge 28 giugno 2012 n. 92 di riforma del mercato del lavoro.
La finalita', per espressa dizione, e' quella di realizzare un mercato del lavoro inclusivo e dinamico, in grado di contribuire alla creazione di occupazione, in quantita' e qualita', alla crescita sociale ed economica e alla riduzione permanente del tasso di disoccupazione.
Per raggiungere tale obiettivo, a detta di chi scrive, sarebbe stato di primaria importanza dare un po' di certezza all'intricato groviglio normativo nel quale aziende e lavoratori sono costretti a districarsi nella gestione dei rapporti di lavoro.
La riforma, invece, complica ulteriormente le cose, dal momento che i suoi 4 articoli sono comprensivi di ben 270 commi, i quali, oltre ad introdurre diversi nuovi istituti, modificano pesantemente ben 30 disposizioni legislative, alcune delle quali in vigore da oltre cinquant'anni.
Si tratta di modifiche che, al momento, non sembrano di alcuna utilita' nel "creare occupazione".
Gli amministratori del personale sono chiamati ad un enorme sforzo interpretativo senza, tra l'altro, poter contare su un valido aiuto da parte dell'Amministrazione. Basti pensare che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha emanato una circolare esplicativa su alcune delle novita' più' importanti, tra cui quelle previste per i contratti a termine, per l'apprendistato ed i contratti a chiamata, il giorno stesso in cui la legge e' entrata in vigore. Quando cioe', le aziende avrebbero gia' dovuto conoscere al meglio come gestire tali contratti.
Proprio il lavoro a chiamata puo' essere considerato l'emblema dello stato confusionale nel quale versa il Ministero.
Nella circolare esplicativa erano state fornite le modalita' provvisorie per la nuova comunicazione preventiva. Il 9 agosto sono state rese note le modalita' definitive per il suddetto adempimento, con conseguente abrogazione delle modalita' provvisorie.
Forse qualcuno avra' fatto notare che nel mese di agosto gli studi professionali sono chiusi e che buona parte delle aziende che maggiormente utilizzano il lavoro intermittente sono alle prese con il caos della stagionalita' della loro attivita'. Fatto sta che il giorno 13 dello stesso mese una nuova nota ministeriale ha disposto, in rettifica, che le aziende potranno continuare ad usare la precedente procedura fino al 15 settembre 2012.
Una vera riforma dovrebbe considerare che la mancanza di chiarezza genera inevitabilmente un innalzamento del contenzioso e che questo rappresenta un problema principe dell'ingessamento del nostro mercato del lavoro.
I contenuti delle norme, inoltre, sono ben lontani dall incentivare nuove assunzioni. E' senz'altro corretto cercare di contrastare le zone grigie di lavoro, limitando l'utilizzo dei contratti c.d. Parasubordinati o i "simulati" contratti di lavoro autonomo, cosi' come e' eticamente necessario ridurre l'attuale abuso dei contratti a termine. A questa azione andrebbero pero' affiancate delle misure volte ad agevolare nuove assunzioni "regolari". Nella legge, purtroppo" gli unici incentivi previsti sono quelli per le nuove assunzioni di donne ed ultracinquantenni e, bene che vada, saranno operativi dal 2013.
La finalita', per espressa dizione, e' quella di realizzare un mercato del lavoro inclusivo e dinamico, in grado di contribuire alla creazione di occupazione, in quantita' e qualita', alla crescita sociale ed economica e alla riduzione permanente del tasso di disoccupazione.
Per raggiungere tale obiettivo, a detta di chi scrive, sarebbe stato di primaria importanza dare un po' di certezza all'intricato groviglio normativo nel quale aziende e lavoratori sono costretti a districarsi nella gestione dei rapporti di lavoro.
La riforma, invece, complica ulteriormente le cose, dal momento che i suoi 4 articoli sono comprensivi di ben 270 commi, i quali, oltre ad introdurre diversi nuovi istituti, modificano pesantemente ben 30 disposizioni legislative, alcune delle quali in vigore da oltre cinquant'anni.
Si tratta di modifiche che, al momento, non sembrano di alcuna utilita' nel "creare occupazione".
Gli amministratori del personale sono chiamati ad un enorme sforzo interpretativo senza, tra l'altro, poter contare su un valido aiuto da parte dell'Amministrazione. Basti pensare che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha emanato una circolare esplicativa su alcune delle novita' più' importanti, tra cui quelle previste per i contratti a termine, per l'apprendistato ed i contratti a chiamata, il giorno stesso in cui la legge e' entrata in vigore. Quando cioe', le aziende avrebbero gia' dovuto conoscere al meglio come gestire tali contratti.
Proprio il lavoro a chiamata puo' essere considerato l'emblema dello stato confusionale nel quale versa il Ministero.
Nella circolare esplicativa erano state fornite le modalita' provvisorie per la nuova comunicazione preventiva. Il 9 agosto sono state rese note le modalita' definitive per il suddetto adempimento, con conseguente abrogazione delle modalita' provvisorie.
Forse qualcuno avra' fatto notare che nel mese di agosto gli studi professionali sono chiusi e che buona parte delle aziende che maggiormente utilizzano il lavoro intermittente sono alle prese con il caos della stagionalita' della loro attivita'. Fatto sta che il giorno 13 dello stesso mese una nuova nota ministeriale ha disposto, in rettifica, che le aziende potranno continuare ad usare la precedente procedura fino al 15 settembre 2012.
Una vera riforma dovrebbe considerare che la mancanza di chiarezza genera inevitabilmente un innalzamento del contenzioso e che questo rappresenta un problema principe dell'ingessamento del nostro mercato del lavoro.
I contenuti delle norme, inoltre, sono ben lontani dall incentivare nuove assunzioni. E' senz'altro corretto cercare di contrastare le zone grigie di lavoro, limitando l'utilizzo dei contratti c.d. Parasubordinati o i "simulati" contratti di lavoro autonomo, cosi' come e' eticamente necessario ridurre l'attuale abuso dei contratti a termine. A questa azione andrebbero pero' affiancate delle misure volte ad agevolare nuove assunzioni "regolari". Nella legge, purtroppo" gli unici incentivi previsti sono quelli per le nuove assunzioni di donne ed ultracinquantenni e, bene che vada, saranno operativi dal 2013.
domenica 12 agosto 2012
Viaggiate politici, viaggiate!
E' di questi giorni la diffusione del piano triennale delle opere pubbliche redatto dall'ammministrazione cittadina di Anzio.
Prendiamo atto in questa sede di quali siano le intenzioni di spesa.
Viene da chiedersi come mai alle Falasche le opere pubbliche costano sempre di più' delle altre (la tradizione ha avuto inizio con la rotatoria di qualche anno fa).
Settimanali come "il granchio" riportano
compiutamente gli interventi programmati, comprensivi dei relativi costi. Per quanto ci riguarda, ci basta segnalare che le periferie, da decenni in attesa di opere primarie, non sono state prese in considerazione.
Ebbene, nonostante tutti gli esponenti della classe politica locale, in incontri, convegni o chiacchiere al bar, parlino della necessaria riqualificazione di Lavinio Stazione, al momento di ripartire i fondi per i pubblici interventi se ne sono dimenticati l'esistenza.
C'e' chi ha parlato del grosso deficit di cultura scolastica della nostra classe dirigente, chi ha criticato un consiglio comunale e, peggio ancora, una giunta priva di laureati, salvo rare eccezioni.
Per quanto ci riguarda, riteniamo possibile colmare il gap culturale attraverso l'ampliamento delle "esperienze di vita". Ecco dunque che ai nostri assessori, sindaco in testa, diciamo di viaggiare. Si, viaggiate politici di Villa Sarsina. Entrate in agenzia e comprate un biglietto per Lavinio Mare. Dai, fate una follia, andate in quella terra esotica chiamata Lido dei Pini. Se cercaste il brivido delle terre selvagge potreste andare a visitare Sandalo, Cavallo Morto o la Sacida. Si la Sacida. E' quel territorio chiamato con lo stesso nome che avete attribuito al giardino della Sig.ra Cafa'.
Esperienze di viaggio come quelle che vi abbiamo proposto riteniamo possano essere propedeutiche per l'allargamento delle vostre vedute fino adesso limitate, chissa' perche', al nuovo porto, o poco più'.
Chissa' se la memoria di questi viaggi indurra' ognuno di voi a pensare finalmente che anche le periferie sono ANZIO.
Prendiamo atto in questa sede di quali siano le intenzioni di spesa.
Viene da chiedersi come mai alle Falasche le opere pubbliche costano sempre di più' delle altre (la tradizione ha avuto inizio con la rotatoria di qualche anno fa).
Settimanali come "il granchio" riportano
compiutamente gli interventi programmati, comprensivi dei relativi costi. Per quanto ci riguarda, ci basta segnalare che le periferie, da decenni in attesa di opere primarie, non sono state prese in considerazione.
Ebbene, nonostante tutti gli esponenti della classe politica locale, in incontri, convegni o chiacchiere al bar, parlino della necessaria riqualificazione di Lavinio Stazione, al momento di ripartire i fondi per i pubblici interventi se ne sono dimenticati l'esistenza.
C'e' chi ha parlato del grosso deficit di cultura scolastica della nostra classe dirigente, chi ha criticato un consiglio comunale e, peggio ancora, una giunta priva di laureati, salvo rare eccezioni.
Per quanto ci riguarda, riteniamo possibile colmare il gap culturale attraverso l'ampliamento delle "esperienze di vita". Ecco dunque che ai nostri assessori, sindaco in testa, diciamo di viaggiare. Si, viaggiate politici di Villa Sarsina. Entrate in agenzia e comprate un biglietto per Lavinio Mare. Dai, fate una follia, andate in quella terra esotica chiamata Lido dei Pini. Se cercaste il brivido delle terre selvagge potreste andare a visitare Sandalo, Cavallo Morto o la Sacida. Si la Sacida. E' quel territorio chiamato con lo stesso nome che avete attribuito al giardino della Sig.ra Cafa'.
Esperienze di viaggio come quelle che vi abbiamo proposto riteniamo possano essere propedeutiche per l'allargamento delle vostre vedute fino adesso limitate, chissa' perche', al nuovo porto, o poco più'.
Chissa' se la memoria di questi viaggi indurra' ognuno di voi a pensare finalmente che anche le periferie sono ANZIO.
domenica 5 agosto 2012
E alla Sacida quando????
Su Scanner News di questa settimana l'assessore ai lavori pubblici del comune di Anzio, Alberto Alessandroni, ha espresso la propria soddisfazione per il rifacimento stradale di Viale Antium.
L'assessore ha poi promesso lo stesso impegno per il "tratto del Litorale".
I cittadini di Sacida e Cavallo Morto, leggendo tale articolo, si chiedono quando qualcuno dell'attuale amministrazione si ricorderà che loro le strade ancora devono averle asfaltate.
Siamo certi che in campagna elettorale, qualcuno, tra coloro che hanno governato in questi anni, si presenterà "vestito di nuovo" per ottenere i voti della comunità in cambio di niente...
Cari amici, stavolta le periferie non si faranno ingannare. In questi anni siete stati pesati, siete stati misurati, siete stati valutati e, ahimè, siete stati trovati mancanti.
L'assessore ha poi promesso lo stesso impegno per il "tratto del Litorale".
I cittadini di Sacida e Cavallo Morto, leggendo tale articolo, si chiedono quando qualcuno dell'attuale amministrazione si ricorderà che loro le strade ancora devono averle asfaltate.
Siamo certi che in campagna elettorale, qualcuno, tra coloro che hanno governato in questi anni, si presenterà "vestito di nuovo" per ottenere i voti della comunità in cambio di niente...
Cari amici, stavolta le periferie non si faranno ingannare. In questi anni siete stati pesati, siete stati misurati, siete stati valutati e, ahimè, siete stati trovati mancanti.
venerdì 3 agosto 2012
Linee guida per le periferie
In cima alla nostra scaletta programmatica, vi e' l'eliminazione di ogni disuguaglianza fra i cittadini nella fruizione dei servizi pubblici.
Visto che non vi sono distinzioni nella richiesta dei tributi locali, troviamo profondamente ingiusto che vi siano interi quartieri privi del sistema fognario o che migliaia di cittadini siano costretti in inverno a riscaldare le loro case spendendo il doppio degli altri.
In un momento di gravi difficoltà economica, con le casse comunali dissestate, sarebbe demagogico ad esempio sostenere la completa metanizzazione del territorio. E' chiaro che questo debba essere un obiettivo al quale bisogna guardare nel tempo. Nel frattempo però e' indispensabile apportare dei semplici accorgimenti che, senza bisogno di ingenti spese, avrebbero il beneficio immediato di contemperare le disparità.
Tutti coloro che oggi vivono in zone "non metanizzate" sono costretti a rivolgersi autonomamente a gestori privati di fornitura del gas, con la conseguenza che le tariffe loro applicate superano di gran lunga quelle del servizio pubblico.
Riteniamo che il servizio di rifornimento dei c.d. "bomboloni" debba essere erogato da un unico gestore attraverso la mediazione dell'Amministrazione comunale. Sfruttando il principio delle "economie di scala" il Comune potrebbe appaltare la distribuzione privata del gas ad un unico gestore che, in tal caso, sarebbe costretto ad applicare tariffe notevolmente più' basse. Delle eventuali residue differenze dovrebbe farsi carico l'Amministrazione comunale.
Anche per le zone prive di rete fognaria, in attesa della piena urbanizzazione, dovrà essere il Comune a farsi carico di un periodico servizio di "autospurgo".
Si tratta di provvedimenti semplici che migliorerebbero la qualità di vita dei cittadini e per i quali non e' necessaria alcuna "Capodanzio spa".
Per ciò che riguarda Lavinio Stazione, da anni sta emergendo la questione legata all'integrazione sociale.
Nel quartiere convivono ormai da anni persone appartenenti a molteplici etnie e pensiamo che il modo migliore di creare integrazione sia quello di far giocare insieme i bambini del quartiere.
Vi e' un'intera zona, mi riferisco a via C. Goldoni, che necessita di una totale riqualificazione. Là dove oggi sono presenti capannoni industriali in stato di abbandono e' nostra intenzione realizzare un grande parco comunale.
Idv Anzio
Modalita' di redazione del programma elettorale
Nella conferenza stampa con la quale abbiamo annunciato la candidatura di Valerio Pollastrini, abbiamo affermato come sia nostra intenzione attribuire la priorità programmatica ai problemi irrisolti delle periferie cittadine. Non a caso il nostro primo passo, quello con il quale abbiamo presentato il nostro candidato Sindaco, e' stato compiuto a Lido dei Pini.
In tale circostanza ci siamo impegnati nel garantire che il nostro programma sarà corredato del più' elevato grado di partecipazione possibile. In seguito a questa precisa scelta, rendiamo noto che, da subito, inizieremo ad incontrare le singole comunità, fornendo loro la possibilità di contribuire alla definizione dei nostri obiettivi e progetti per la città.
Nel corso di questi confronti presenteremo ai cittadini i nostri "responsabili di quartiere", la cui funzione sarà quella di referenti della zona. A costoro, gli abitanti di ogni singola periferia potranno rivolgersi, prima, durante e dopo le elezioni, per segnalare disservizi, problematiche locali e per proporre azioni positive di politica attiva. In questo modo avremo la possibilità di portare la voce dei cittadini all'interno del Consiglio comunale.
La stessa procedura sarà seguita per la definizione delle sezioni programmatiche relative al Turismo, al Commercio, alla Viabilità, alla Sanità, all'Ambiente ed ai Servizi Sociali, attraverso specifici incontri con le associazioni che operano in tali settori.
Nel corso di questa prima fase di concertazione esporremo le nostre linee guida e recepiremo le opinioni ed i suggerimenti di coloro che vorranno contribuire.
Il passo successivo sarà quello di pubblicare on-line il programma così redatto. Dopo una capillare opera di diffusione forniremo un ulteriore periodo di tempo a quei cittadini che volessero interagire con noi attraverso lo strumento della rete.
Ultimata tale fase, il nostro programma potrà dirsi definitivo e per esso garantiremo il nostro impegno a prescindere da quella che sarà la nostra posizione nella futura assise cittadina.
mercoledì 1 agosto 2012
Accade alla Sacida
Ennesimo incendio nella zona. Per la terza volta in questa stagione persone e abitazioni avvolte dai fumi delle sterpaglie in fiamme. Ancora una volta a rischio ettari di bosco.
In questi casi, la prima cosa a cui pensi e' quella di avvisare i Vigili del Fuoco. Componi il 115 e ti senti rispondere che non ci sono mezzi disponibili. Sulle prime, rimani interdetto, del resto viviamo in anni in cui i dipendenti pubblici, tutti, vengono additati di "fannulloneria" e "menefreghismo professionale". Poi, pero', rifletti e pensi che di fronte hai degli esseri umani che, come tali, fanno cio' che possono con quello che possono. Infatti te ne accorgi perche' dopo neanche 15 minuti, su segnalazione dei Vigili del Fuoco, arriva in loco una volante della Polizia per monitorare la situazione. Qualcuno forse si chiedera' cosa puo' fare una "pantera" contro le fiamme. Di per se` nulla, se non che la grande professionalita' di due agenti, la cui divisa riveste una nobile umanita', ha il merito di non farti sentire da solo anche se vivi in una periferia abbandonata dalla nostra amministrazione.
Questo e' quanto accaduto e questo e' quanto ho provato. Nell'esprimere la mia gratitudine ai Vigili del Fuoco ed alla Polizia, ed in particolare a quegli agenti, rimane il rammarico per uno Stato, il nostro, che spende miliardi per acquistare aerei da guerra e non fornisce a coloro che hanno il compito di tutelarci i mezzi necessari per svolgere al meglio il proprio lavoro.
Valerio Pollastrini
Mercato del lavoro: proposte per Anzio
Mesi fa, leggendo una rivista locale, ho apprezzato molto un'intervista al sindaco Luciano Bruschini, il quale ha espresso la propria preoccupazione per l'attuale crisi economica. Naturalmente le ragioni della crisi esulano dalle politiche locali ma, nonostante ciò, il nostro sindaco si e' detto impegnato nella ricerca, finora infruttuosa, di azioni locali volte a restituire ai cittadini anziati una parte del potere di acquisto perso in questi anni.
Il silenzio di questi mesi induce a ritenere che le preoccupazioni su lavoro e difficoltà economiche dei cittadini non albergano più' in Villa Sarsina.
Vorrei pertanto proporre due proposte, certo non risolutive dei problemi, che potrebbero costituire un valido aiuto.
La prima riguarda i criteri di assegnazione degli appalti pubblici di opere e servizi e prevede che, a parita' di costi per l'amministrazione, venga premiato, oltre al legittimo ribasso, l'impegno delle aziende al pagamento, ai dipendenti occupati nell'appalto, di retribuzioni superiori a quelle previste dai minimi contrattuali.
Si tratta in sostanza di limitare in minima parte i profitti aziendali, in cambio di pagamenti più' rapidi da parte dell'Amministrazione, per distribuire maggiore ricchezza a centinaia di lavoratori che verrebbe in parte utilizzata per l'acquisto di beni e servizi nel nostro territorio.
La seconda ha come scopo il contenimento della disoccupazione locale.
Come premessa fondamentale vorrei segnalare che i dati forniti dall'Istat rilevano che il nostro il tasso di disoccupazione supera di oltre il 20% il dato nazionale.
Personalmente ritengo sia ora di superare la falsa convinzione che le singole Amministrazioni non possano incidere sull'occupazione locale.
E' ormai un dato di fatto l'inedeguatezza dei Centri per l'impiego e dei Centri di orientamento al lavoro nel "creare lavoro".
Il paradosso, in questi tempi di crisi, e' che in molti settori sussiste una grande difficoltà nel reperire forza lavoro specializzata. Mi riferisco, in particolar modo, alle prestazioni di carattere "manuale".
Vi sono mansioni che stanno progressivamente scomparendo e cio' costringe le nostre aziende, come quelle di tutto territorio nazionale, a lunghi percorsi burocratici per importare manodopera dai Paesi extracomunitari.
Una delle necessità e' quella di colmare le carenze dei percorsi scolastici, inidonei a rendere immediatamente spendibili sul mercato i neo-lavoratori.
In questo campo e' oramai conclamato il fallimento degli istituti dello Stage e dell'Apprendistato che tali obiettivi si erano prefissati.
Ciò che auspico in questa sede e' un'Amministrazione locale che si sobbarchi il peso, unicamente burocratico, di un costante monitoraggio sulle dinamiche occupazionali del territorio in modo da raccogliere dalle aziende locali indicazioni utili sui settori nei quali sussistono possibilità di impiego. In tal modo, sfruttando le ingenti risorse messe a disposizione dall'Unione Europea, si potrebbero approntare percorsi formativi volti ad indirizzare coloro che sono in cerca di occupazione verso tali settori.
Tengo a sottolineare che le misure da me proposte sarebbero totalmente a costo zero per l'Amministrazione. Le uniche cose richieste sono una presa di coscienza dell'importanza della "materia lavoro" ed un conseguente impegno sincero.
Valerio Pollastrini