martedì 23 ottobre 2012

I nodi di scambio e il trasporto flessibile


Oggi giorno, appare sempre più necessaria una rivoluzione sociale e culturale rivolta al mondo del trasporto pubblico (TPL). L’esistenza di un sistema di trasporto efficace e ben progettato, non può più essere messa in discussione in nessun ambito sia esso metropolitano o urbano. Naturalmente, il modo di approcciarsi ad esso è differente nel momento in cui il campo d’azione varia tra una grande città come Roma o le altre capitali europee, ad una cittadina di dimensioni più piccole come può essere Anzio. E’ opinione diffusa ritenere che, poiché si vive in una realtà maggiormente circoscritta, parlare di “sistemi alternativi di trasporto” o di “trasporto intermodale” sia una follia. La realtà è però ben diversa e ce lo confermano esempi e studi in ambito nazionale ed europeo. Un buon sistema di trasporto, non implica per forza di cose un “ grande sistema” ma il più delle volte è sinonimo di coordinazione e di interscambio.  Ed è qui che si basa il concetto di “sistema di mobilità sostenibile”, che prende vita nelle piccole, e solo successivamente grandi, città francesi.  Elementi fondamentali per la realizzazione di questo scopo sono: i nodi di scambio ( “The geographical location where two network interconnect and exchande traffic”) e il trasporto flessibile. Nella nostra vita, sarà capitato almeno una volta di sentire nominare queste parole, ma poiché siamo distanti anni luce dal resto d’Europa, ci sembra una cosa così impossibile e quanto meno utopica, specialmente se poi le rapportiamo ad un Comune come Anzio, dove a mala pena funzionano i treni e ogni tanto passa qualche autobus. Ma di cosa stiamo parlando? E’ veramente così difficile realizzare tutto questo, o forse manca la volontà e l’organizzazione? Per essere brevi, definiamo i nodi di scambio intermodale come quei luoghi dove è possibile passare facilmente da un mezzo di trasporto ad un altro, con costi contenuti, modalità semplici, percorsi comodi e tempi ridotti. Il loro scopo è infatti quello di facilitare la continuità del viaggio ed aumentare la velocità degli spostamenti, garantire un uso moderato del mezzo privato e lo sviluppo del mezzo pubblico. Attualmente, il trasporto su strada è, dopo la produzione di energia elettrica, la seconda causa di emissioni di gas serra in Europa, oltre a rappresentare un elemento cardine dell’emergenza sanitaria a causa delle emissioni di PM10, che sono causa di asma, enfisemi e tumori ( secondo l’OMS più di 8000 morti l’anno sono legate agli effetti a lungo termine di queste emissioni), non dimenticando poi l’inquinamento acustico ( rilevante soprattutto nelle grandi città). I nodi di scambio hanno un ruolo fondamentale anche per la riduzione del tempo perso: infatti, l’ANCI ( Associazione Nazionale Comuni Italiani) rivela che gli automobilisti passano in media due settimane  all’anno in automobile fermi nel traffico. Si deve creare un nuovo equilibrio urbano, investendo sul trasporto pubblico e sull’integrazione fra gli spostamenti con mezzo privato e quelli con mezzo pubblico, progettare modelli di mobilità sostenibile ispirati al principio dell’uso efficiente del territorio e delle risorse naturali, migliorando così la qualità della vita dei cittadini e la riduzione dei costi individuali e sociali. In quest’ottica, importanza fondamentale la rivestono i parcheggi di scambio. Riportando il discorso al contesto locale, è fondamentale implementare la disponibilità dei parcheggi di scambio, che non devono essere pensati come semplici stalli dove lasciare l’automobile, ma concepiti come centro integrato dei di trasporti e servizi di vario genere. Uno studio condotto dall’ADAC ( Allgemeiner Deutscher Automobil-Club) mostra dei dati che fanno riflettere: il sistema dei nodi di scambio ( Park and Ride) è molto eterogeneo tra le varie città, soprattutto a livello di tariffe. Infatti, in alcuni casi, la sosta è addirittura gratuita, in altri si usa il sistema misto in cui il prezzo del parcheggio è inglobato in quello del biglietto. Molto dipende dal gestore, nel caso di Amministrazione Pubblica, solitamente i parcheggi sono liberi o a costi bassissimi, diverso se il gestore è privato. L’analisi del best practices europee mostra come i nodi di scambio non sono semplici luoghi di passaggio, ma elementi di riqualificazione e valorizzazione di pari di città.  Nel momento in cui si definisce un nodo, è necessario ridimensionare completamente le strade d’accesso creando corsie riservate per taxi e autobus, e stalli per le biciclette. Una volta individuato e realizzato, ad esso si associa il criterio del trasporto flessibile, in opposizione al trasporto convenzionale. Questo, è un mondo vastissimo, dietro il quale esistono studi approfonditi e molte pubblicazioni. Il concetto di trasporto flessibile, nasce nel nord Europa ( Germania, Svezia e Belgio) e in alcuni stati degli USA. Velocemente però si allarga a molti Paesi, diventando in alcuni casi un vero e proprio rivale del trasporto convenzionale. In breve, riportiamo alcuni sistemi, per convenienza quelli più utilizzati nel nord Europa, ma è comunque necessario sottolineare che oltre a questi indicati, si conoscono molti altre modalità utilizzate con successo nel mondo.
1)      Trasporto taxi collettivo: è il sistema di trasporto pubblico migliore, ma anche il più costoso. Nasce così il taxi collettivo, il servizio è molto simile a quello tradizionale, ma il prezzo nettamente inferiore poiché la corsa è divisa tra più utenti contemporaneamente. Si prevede l’uso di paline alle fermate “ linea connessa al taxi collettivo con prenotazione a bordo”. La prenotazione dovrà essere fatta prima dell’arrivo con un congruo anticipo. All’atto della prenotazione il viaggiatore riceve un tagliando con un numero identificativo e una volta giunto al punto d’arrivo, dovrà cercare tra i taxi collettivi presenti, quello che espone il suo numero, e specificare all’autista il proprio indirizzo (naturalmente entro la zona prevista al momento della prenotazione). Per essere prelevati a domicilio e accompagnati al capolinea si dovrà telefonare specificando l’orario desiderato. In caso di uso frequente sarà possibile effettuare degli abbonamenti.

2)      CarSharing è una forma organizzata di utilizzo di un auto in comune, con percorsi ed orari non fissi, e con fermate a prenotazione dislocate sul territorio. E’ un sistema rivoluzionario per coloro che non usano in modo abituale l’auto, e comporta un risparmio rilevante rispetto al trasporto privato su gomma. Le aree di parcheggio nei nodi di scambio devono prevedere posti riservati per questo tipo di trasporto. Il costo è diviso tra un costo fisso ( quota d’ingresso per entrare nell’associazione) e un costo variabile ( quota chilometrica o quota oraria). Questo oltre ad avere importanti vantaggi economici, comporta un miglioramento delle condizioni ambientali ( meno auto). In Italia questo sistema è molto sviluppato nella provincia di Milano.  La variante a questo è il Cash-Car, ma non praticato in Italia.
3)      Carpooling ( o autostop organizzato) molto in voga tra i giovani. A differenza del CarSharing, le auto utilizzate sono private: gli utenti si accordano via web. In questo caso colui che mette a disposizione l’auto, si registra su un apposito sito ( può essere anche di gestione comunale) e scrive l’ora e il punto di partenza. Il secondo utente, sprovvisto di macchina, contatta il conducente e si accordano per la partenza. L’unico costo previsto è quello legato alla divisione del carburante. Questa tecnica, è considerata l’evoluzione dell’autostop, in quanto migliora notevolmente i parametri legati alla sicurezza, poiché entrambi i partecipanti sono iscritti ad un sito e quindi facilmente riconoscibili e  individuabili.
4)      Call a Bike prevede la possibilità di prelevare la bicicletta direttamente alle stazioni in un parcheggio bici, previa una registrazione antecedente. Gli utenti ricevono un numero clienti e possono prenotare anticipatamente per via telefonica la loro bici. L’utilizzo di questo sistema di scambio è detto Bike and Ride. Previsto anche l’uso di bici elettriche.
5)      Parken und Mitfahren è il sistema nato in Germania che prevede l’accordo tra più utenti presenti sullo stesso mezzo che compiono puntualmente lo stesso tratto alla stessa ora ( caso pendolari). Viene utilizzata a turno un auto privata messa a disposizione da uno di questi. Anche in questo caso, tal pratica può essere registrata e ottenere la garanzia del posto riservato nel parcheggio di scambio. 
                                
                                                                                                              Simone Di Donna


giovedì 18 ottobre 2012

Decreto Interministeriale del 5 ottobre 2012: l'ultima follia in campo occupazionale

Questo Governo continua ad attuare le stesse politiche del lavoro che nessun risultato positivo hanno prodotto negli ultimi 30 anni.

Invece di ricercare le condizioni necessarie per la creazione dell'occupazione, si continuano a sprecare enormi risorse (e chi se ne frega degli esodati) per contributi economici  alle aziende che, al loro esaurimento, condurranno alle inevitabili sequenze di cassa integrazione, licenziamenti e mobilita'.

 

Gli incentivi premieranno solamente gli incrementi occupazionali avvenuti entro il 31 marzo 2013. La prossimita' di questa data con le future elezioni rende la causalita' quanto meno sospetta.

Certo e' che in un momento cruciale per il nostro Paese vi saranno alcuni che, al momento giusto oseranno gridare vittoria per l'inevitabile riduzione del tasso di disoccupazione, omettendo pero' di sottolineare che questo successo si tramutera' nell'ennesima sconfitta nel momento in cui le aziende avranno "bruciato" i contributi statali.

 

Tutti conoscono le risorse stanziate per questo provvedimento: 230 milioni di euro. Nessuno pero' e' in grado di prevedere l'enorme costo che la collettivita' paghera' in termini di indennita' di disoccupazione, mobilita' e cig nel momento in cui tali "nuove" assunzioni si tradurranno in "nuovi" licenziamenti.

 

Entrando nel vivo del provvedimento di legge, accolgo con favore quanto meno l'agevolazione per coloro che stabilizzeranno i pregressi rapporti di lavoro precario in contratti a tempo indeterminato. La cosa assurda, folle, iniqua, delinquenziale e' a mio avviso il fatto che, per quanto riguarda le "nuove" assunzioni, verranno incentivate  quelle effettuate con contratto a termine e non quelle con contratto a tempo indeterminato.

 

Valerio Pollastrini

giovedì 4 ottobre 2012

Resoconto dell'incontro con i pendolari


Il giorno 28/09/2012 si è svolto l’interessante e stimolante incontro organizzato dall'Idv e dal Prc con i comitati locali per la tutela dei pendolari della tratta Roma - Nettuno (FR8).  Il dibattito è stato aperto dal candidato Sindaco Valerio Pollastrini che ha ricordato come tale iniziativa faccia parte di un progetto più ampio che prevede una serie di incontri, da parte delle forze politiche che appoggiano la sua candidatura, con comitati e associazioni locali, per conoscere in modo profondo le problematiche territoriali e costruire un percorso utile alla ricerca di possibili soluzioni.
L’Ing. Simone Di Donna, responsabile del settore mobilità e trasporti dell’IdV di Anzio, ha poi  spiegato  come si sviluppa la rete ferroviaria italiana, in particolar modo quella laziale, e come RFI ( Rete Ferroviaria Italiana) gestisca dal punto di vista aziendale le varie tratte. 
Il dibattito si è incentrato sulle esperienze dei Comitati che hanno avuro modo di riepilogare le loro battaglie e le modalità con cui le varie amministrazioni e  la società RFI, si sono rapportate fino ad oggi con loro.  
Il Sig. Ferracci, presidente dell’ Associazione Pendolari Apriliani,  ha raccontato  le molteplici iniziative in favore degli utenti della tratta Roma-Nettuno e i vari tavoli di confronto con gli Enti interessati. Tra le problematiche emerse, di primaria importanza è risultata quella relativa al numero insufficiente di posti a sedere sulle varie carrozze. Criticità che diventa emergenza già dalla stazione di Padiglione nel viaggio Nettuno – Roma, ma che risulta prassi quando il treno è in partenza dalla Stazione Termini, specialmente nelle ore di punta. E' stata portata alla nostra attenzione la delibera n° 19 “Progetto Tipo3”, emanata da RFI nel marzo 2007, che prevede l’assegnazione al “Referente di Progetto” dell’importo di  Euro 350.000,00 nell’ambito del Programma “Studi di Fattibilità Progetti Infrastrutturali” che riguarda, tra gli altri interventi , anche il potenziamento del tratto Campoleone – Nettuno.  Attualmente, non si hanno notizie sulle intenzioni di attuazione del documento citato, e ci si chiede se e dove siano stati investiti i soldi stanziati.
 Il rappresentante del Comitato di Aprilia, ha poi illustrato una serie di accordi stipulati tra RFI e Regione Lazio, nel merito degli interventi strutturali e tecnologici da apportare alla linea Roma-Nettuno. Parte di questi sono stati realizzati, anche se in modo non completo, mentre gli altri sono stati totalmente ignorati.  A conclusione del suo intervento, il Sig. Ferracci, ha ricordato l’importanza di fare fronte comune su questo tema, sia dal punto di vista dei comitati cittadini che nascono spontaneamente, sia da parte di amministrazioni locali e partiti. Forte è il desiderio che la voce dei pendolari  non arrivi frammentata alle orecchie di chi ha il dovere di ascoltarla, ma che, unita in un solo grido,  mostri appieno il proprio sdegno.
A prendere la parola sono stati poi i rappresentati del Comitato Pendolari FR8a Carrozza, nelle persone della Dott.ssa  Silvia Bonventura  e  del Dott. Maurizio Lo Piparo. La prima, ha raccontato delle difficoltà che i comitati locali incontrano nel confrontarsi con gli enti preposti, pur sottolineando che molto spesso vi è un colloquio diretto con tecnici e amministratori regionali assolutamente preparati e disponibili, ma che, per diversi motivi, vi è sempre qualcosa che impedisce la realizzazione degli accordi presi.
Un dato confortante è che la Regione Lazio, a differenza di molte altre regioni che hanno subito tagli importanti a causa della crisi nazionale e delle difficoltà di RFI, sia stata una delle poche fortunate a mantenere invariato il numero di tratte e di corse sulla propria rete.
 La Dott.ssa Bonaventura ha poi evidenziato che un obiettivo per il quale è necessario battersi è quello dell’aggiunta di un ulteriore carrozza passeggeri a due piani. Un simile intervento aumenterebbe la capacità di trasporto del treno e risolverebbe enormi disagi per chi usufruisce del servizio. Al contrario, accade sovente che, per mancanza di personale a bordo, alcune carrozze del treno vengano chiuse e i passeggeri costretti a viaggiare in piedi contro ogni norma di sicurezza.
Il Dott. Lo Piparo ha invece lamentato che basterebbe un piccolo sforzo, da parte di chi gestiste il sistema, per evitare pesanti difficoltà agli utenti. In quasi tutte le stazioni ormai sono stati installati altoparlanti, ma spesso essi non vengono utilizzati per fornire tempestivamente indicazioni riguardanti ritardi o eventi che compromettono la regolare circolazione. Purtroppo di frequente accade  che i pendolari si trovino in balia dei ritardi, senza alcuna informazione su eventuali scelte alternative utili per poter tornare a casa o recarsi a lavoro.
  Il Comitato Pendolari FR8a Carrozza ha invitato i presenti e tutti i cittadini, a prendere parte all’iniziativa “Giornata del Camminare” che si terra' domenica 14 Ottobre. In tale occasione verrà percorsa la tratta Roma-Nettuno, alternando l’uso del treno a passeggiate educative il cui scopo è quello di aiutare a comprendere le caratteristiche storiche, architettoniche e urbanistiche del nostro territorio ( per info: classactionromanettuno@gmail.com).
Conclusi gli interventi,  si è registrato un intenso confronto tra i numerosi presenti. Il discorso si è incentrato sul  mancato controllo sui treni dovuto alla carenza di personale. L'inaffidabilità del sistema si ritiene inoltre dovuta allo spreco di soldi per lavori giudicati non  funzionali al miglioramento della qualità del viaggio e all’evidente assenza di ammodernamento della linea che, a parte pochi interventi strutturali, non sembra aver subito alcuna miglioria nel corso degli anni. Non va poi  dimenticata la questione della sicurezza delle stazioni la cui competenza, ad eccezione di quelle nodali di scambio, è risultata essere pertinenza delle Amministrazioni comunali. Spesso le stazioni si presentano in stato di totale degrado e risultano pericolose per coloro che attendono il treno. Emblematico è il caso della  Stazione di Lavinio, recentemente sistemata da RFI e che versa nuovamente in condizioni pietose a causa del completo disinteresse dell’amministrazione locale, nonostante le molte promesse.
L’Ing. Di Donna ha  sollevato l’importanza della realizzazione di parcheggi di scambio intermodale che permetterebbero agevolmente all’utente di cambiare il proprio sistema di trasporto durante il viaggio senza ulteriori spese. Si tratta di un sistema che  comporterebbe un aumento sostanziale dell’attrattiva verso il sistema ferroviario e una maggiore facilità di spostamento degli utenti. Queste condizioni, particolarmente sviluppate nel resto dei paesi europei, sarebbero praticabili a costi assolutamente contenuti purchè vi fosse una reale intenzione, sia delle Amministrazioni locali che dell’Ente responsabile del servizio ferroviario, ad intraprendere una strada che porti nel breve periodo all’ottimizzazione del trasporto sul ferro e ad uno sgravio del numero di utenti che scelgono il trasporto su gomma. Per coloro che volessero approfondire questi temi è possibile mettersi in contatto con il nostro responsabile alla mobilità per mezzo del seguente indirizzo mail: info@idvanzio.it.
La conclusione del dibattito è stata sancita da un intervento forte e deciso da parte di uno dei membri del direttivo dell’Italia dei Valori, il Sig. Giorgio Moscatelli, che ha sottolineato come, molto spesso, ci si dimentichi dei doveri che le Istituzioni hanno nei confronti dei cittadini. Al contrario   sembra quasi che siano questi ultimi a dover fornire soluzioni a coloro che invece avrebbero il dovere di garantirle. "Nell'era in cui si mandano sonde su marte, appare assurda l’immobilità di coloro che da anni, facendo false promesse,  non riescono a trovare soluzioni a problemi che in realtà non sembrano  insormontabili".

Idv e Prc Anzio
Valerio Pollastrini Sindaco

mercoledì 3 ottobre 2012

Resoconto sulla conferenza stampa che ha sancito ad Anzio l'alleanza tra Prc ed Idv

Si è svolta ieri, presso la sede del Partito di Rifondazione Comunista, la conferenza stampa che ha sancito l’alleanza tra Prc e Idv per la candidatura a sindaco di Anzio di Valerio Pollastrini.
Umberto Spallotta, segretario del Prc di Anzio, ha  evidenziato le ragioni che hanno indotto il suo partito a sostenere la candidatura avanzata dall’Idv. La figura di Pollastrini rappresenta infatti una chiara spinta al rinnovamento dell’attuale classe politica e offre idonee garanzie per la necessaria attenzione verso i temi sociali che accomunano la nuova coalizione.
Luigi Visalli, per conto dell’Idv, ha riepilogato il processo che ha portato al distacco dal resto del centro sinistra.  Nel suo intervento è stato ricordato come i due partiti, fin dall’inizio dell’anno, abbiano chiesto al Pd di individuare un candidato che potesse raccogliere il consenso di tutti gli schieramenti di opposizione. Il timore palesato era quello di arrivare a ridosso delle elezioni con il rischio di essere poi costretti ad accettare una candidatura di ripiego. Vista l’assenza di sensibilità verso tale richiesta, la scelta di unirsi in un percorso comune è stata una logica conseguenza all’immobilismo degli altri partiti di sinistra.

A proposito della sanita'

Sono allarmanti i dati emersi dal forum sulla sanità che si è tenuto il 19 settembre presso la sede Idv di Anzio.

Una compiuta analisi ha permesso ai numerosi presenti di comprendere appieno quali dovranno essere le "pressioni" che la futura Amministrazione comunale avrà il dovere di attuare nei confronti della Regione Lazio.

La visione generale delle politiche sanitarie degli ultimi anni palesa un chiaro indirizzo orientato a favorire il potenziamento delle strutture ospedaliere dei Castelli Romani attraverso il progressivo impoverimento delle risorse dedicate al nostro territorio.

Sulle responsabilità di chi ha governato la città, mi limito a sostenere che  la priorità assegnata alla concessione per il nuovo porto ha forse distolto l'attenzione da problemi certamente più importanti.

La certezza è che, mentre con tenacia veniva "strappato" il consenso regionale per il porto, lo stesso Ente arricchiva strutture "amiche" impoverendo le risorse dell’ospedale di Anzio. La coincidenza temporale induce il legittimo sospetto che tra due battaglie la nostra Amministrazione ne abbia scelta una a discapito dell'altra.

E’ frequente che, dinnanzi a condotte di questo genere, si e' soliti ripetere che si tratti di "scelte politiche". Dal momento che in questo caso e' in gioco la salute dei nostri concittadini, a costoro chiedo in questa sede: che politica sarebbe mai questa?

Le mie sono semplici ipotesi, anche se vi è un fatto incontrovertibile e' cioè che in questi mesi i nostri rappresentanti non abbiano fatto altro che disquisire sull'importanza del nuovo porto mentre nessuno di essi ha sollevato la problematica dei massicci tagli all’assistenza sanitaria nel nostro territorio. Possibile si tratti solo di un fatto di audience?
Il timore è che ad Anzio la salute forse valga meno di uno yacht.

Valerio Pollastrini