domenica 23 settembre 2012
Disoccupazione ad Anzio: stato di fatto che non puo' piu' essere ignorato
Non v'e' dubbio che la persistente crisi economica abbia riproposto tra le problematiche di maggior impatto sociale quella della carenza del lavoro.
In Italia il tasso di disoccupazione, secondo i dati forniti dall'Istat e relativi al mese di luglio 2012, e' pari al 10,9% ed e' cresciuto rispetto all'ultimo anno di 2,3 punti percentuali.
Il governo ha recentemente annunciato che nel 2013 la percentuale relativa a coloro che sono in cerca di occupazione salira' all'11,4%.
Il legislatore da quasi un ventennio ha dovuto prendere atto dell'inadeguatezza nel "creare lavoro" dei vecchi "Uffici di Collocamento" che, pur gestiti da personale di riconosciuta competenza, sono stati ridotti a meri centri di raccolta degli adempimenti amministrativi richiesti alle aziende per instaurare un rapporto di lavoro.
Il c.d. Pacchetto Treu nel 1997, per sopperire all'assenza di un'Istituzione preposta all'incontro tra domanda e offerta di lavoro, ha commesso l'errore di dare via libera nel nostro Paese alla Somministrazione, con la quale, di fatto, e' stata "stabilizzata" la precarieta' attraverso i contratti di lavoro interinale.
Da più parti e' stata avvertita l'esigenza di nuove strutture che assumessero l'onere di indirizzare le persone in cerca di occupazione verso quei settori nei quali, anche in tempi di crisi, sussiste una domanda di lavoro.
In questo contesto si sono sviluppati i Centri di Orientamento al Lavoro.
Si tratta di Sportelli per l'occupabilita' dislocati sul territorio, promossi dalla Provincia di Roma e finanziati dal Fondo Sociale Europeo. Essi operano in raccordo con i Centri per l'Impiego per la promozione delle politiche e dei servizi per il lavoro. Tale strumento potrebbe essere di sicura utilita' a patto che le risorse messe a disposizione siano sufficenti per approntare le necessarie attivita' formative, di monitoraggio ed orientamento.
Storicamente la citta' di Anzio rientra tra le realta' nazionali maggiormente penalizzate nelle dinamiche del lavoro. Basti pensare che da decenni il locale tasso di disoccupazione si attesta su una percentuale che supera del 20% la media nazionale.
Il tema naturalmente coinvolge tutti i territori che, come il nostro, rientrano nella circoscrizione di Pomezia e la gravita' dei dati imporrebbe ad essi un costante monitoraggio del livello occupazionale.
Si da il caso che da alcuni anni l'Istat ha smesso di evidenziare i dati locali, pubblicando unicamente il parametro nazionale.
La conferma del nostro territorio tra le aree depresse in campo occupazionale e' pero' attestata dalle apposite tabelle ministeriali.
Per motivi professionali, di recente alcuni miei collaboratori si sono rivolti al Centro per l'Impiego di Pomezia ed al Centro di Orientamento al Lavoro di Anzio per richiedere quale fosse l'attuale tasso di disoccupazione nel nostro territorio.
In entrambi i casi gli uffici interpellati hanno risposto di non essere a conoscenza del dato richiesto. Eppure per una corretta stima sarebbe sufficiente un calcolo estremamente semplice: basta dividere il numero dei disoccupati residenti nel comune per il totale della forza lavoro e moltiplicarne il risultato per cento.
In questa sede non si vuole criminalizzare gli operatori degli Uffici in questione che, anzi, si sono dimostrati solerti nell'indirizzarci verso gli uffici di Roma che forse avrebbero potuto fornire aiuto.
Il punto della questione a mio avviso e' il totale disinteresse delle Amministrazioni locali per la materia lavoro. Esse dovrebbero partire dai dati sulla disoccupazione per approntare mirate misure di politica attiva per contrastarne la diffusione.
E' una questione di sensibilita' che non coinvolge purtroppo solamente il nostro Comune.
Qualunque Giunta dovrebbe liberarsi dalla falsa convinzione che le politiche locali non possano incidere sull'occupazione e dovrebbe farsi carico di sostenere ed affiancare con gli opportuni mezzi i Centri di Orientamento al Lavoro.
La serieta' dell'argomento e' tale che voglio evitare di ricorrere a facili proclami elettorali e di sottolineare cosa si sarebbe potuto ed invece non si e' fatto.
Certo, sulla materia il Gruppo dell'Italia dei Valori che rappresento e' portatore di idee e specifiche proposte che chiunque puo' verificare prendendone visione nei nostri indirizzi web di riferimento.
Quella del diritto al lavoro e' pero' una lotta che, anche a livello locale, deve essere combattuta da tutte le forze politiche senza interessi di parte.
Chi governera' la citta' di Anzio nei prossimi anni non puo' e non deve evitare di affrontare la "tematica lavoro", nella consapevolezza che anche su essa i nostri concittadini meritano risposte concrete.
Valerio Pollastrini
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