ISTRUZIONE SCOLASTICA
§ 1 Le competenze comunali
L’art. 118 della Costituzione stabilisce che sono attribuite ai Comuni tutte le funzioni amministrative, salvo che siano conferite a Province, Città Metropolitane, Regioni, Stato.
Inoltre, la legge attribuisce alle Province, per quanto riguarda l’istruzione secondaria superiore, ed ai Comuni, per quanto concerne gli altri gradi inferiori di scuola, tra gli altri i seguenti compiti e funzioni di nostra immediata rilevanza:
- l’edilizia scolastica ed il suo utilizzo sociale;
- le azioni di supporto all’autonomia scolastica;
- le competenze attribuite alle Amministrazioni locali dalla legislazione regionale in materia di diritto allo studio e di orientamento.
In particolare, l’art. 3 della legge n. 23/1996, attribuisce ai Comuni ed alle Province, tra le altre cose, ogni onere in materia di arredamento scolastico e per le spese varie d’ufficio, per la fornitura di materiale didattico di registri e stampati, per materiali di cancelleria, e per i servizi di assistenza scolastica e diritto allo studio, consistenti essenzialmente in trasporti, mense, libri di testo, borse di studio.
E’ ora di mettere fine all’indecente richiesta che i genitori all’inizio di ogni anno scolastico si vedono fare dagli insegnanti, che loro malgrado, sono costretti ad elemosinare quanto gli è necessario per fotocopie, materiale didattico, cancelleria, ecc..
Tutto ciò in grave dispregio degli obblighi di legge che vedono nell’istituzione “scuola” il soggetto obbligato ad erogare i suddetti servizi e l’approvvigionamento dei materiali necessari.
Tali diseducativi comportamenti, ai quali gli insegnanti, lo ripetiamo, sono chiamati loro malgrado, sono il frutto di scellerate politiche della spesa: le entrate fiscali che i cittadini versano nelle casse comunali sono dirottate verso obiettivi diversi. L’aiuto alle famiglie passa anche per un’accorta politica della spesa, ovvero per il suo ri-orientamento verso obiettivi sociali di grande respiro come è quello della scuola.
§ 2 Qualità dell’istruzione
“La qualità dell’istruzione è infatti il risultato di molti fattori, tra i più rilevanti citiamo: le risorse investite, la qualità degli insegnanti, i metodi didattici, l’adeguatezza dei curricula, l’ambiente scolastico.”
La qualità dell’istruzione è direttamente legata al quantum di risorse a questa destinata, da ciò l’esigenza di razionalizzazione della spesa effettuata dagli Amministratori passati e presenti.
§ 3 La presenza straniera
Le istituzioni scolastiche dovrebbero assicurare non solo l’accesso, “ma soprattutto l’efficace integrazione e l’armonica convivenza, onde evitare che le differenze divengano fattore di separazione e dunque causa di problemi, destinati ad influire negativamente sulla stessa coesione sociale.” Nel nostro territorio la presenza straniera è rilevante, per noi tale presenza è arricchimento e rappresenta potenzialità di sviluppo sociale che le Amministrazioni passate hanno trascurato.
La necessità di programmi di educazione interculturale ad hoc è di vitale importanza (vedi grafici 1 e 8)
Tali politiche richiedono che l’Amministrazione locale collabori attivamente con le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado in funzione almeno di coordinamento, lasciando ampia manovrabilità alla nuova “autonomia scolastica”, in tema di progettazione, e puntando su un consistente appoggio finanziario il quale non si esaurisce solo con l’erogazione di fondi, ma, in modo ancor più sostanziale, attraverso l’accesso alle risorse comunitarie che ad oggi non risultano acquisite dall’Amministrazione attuale.
§ 4 Il costo
Un nodo problematico “consiste nel costo, spesso eccessivo, che le famiglie devono sostenere per l’istruzione dei propri figli, a fronte soprattutto del costante impoverimento di diverse classi sociali che riporta a situazioni di difficoltà quotidiana e ad un conseguente aumento della domanda di servizi alla persona, tra cui la richiesta di azioni specifiche di sostegno per l’istruzione”.
La gratuità e l’accesso universalistico alla scuola pubblica corre seri rischi. Per fronteggiare tale problema e alleviare le difficoltà che incontrano le famiglie, oltre alle politiche di bilancio, che ne sono la necessaria intelaiatura, è opportuno mettere in campo ulteriori linee di condotta.
Riteniamo fonte di spreco e aggravio di costi alle famiglie la logica attuale delle nuove edizioni di testo. Per ridurre tale fastidioso e dispendioso iter che periodicamente si ripresenta agli inizi dell’anno scolastico intendiamo porre in essere la formula del cosiddetto “libro in comodato d’uso”.
Con tale formula i libri di testo sono concessi in prestito per la durata dell’anno scolastico agli studenti i quali dovranno riconsegnarli a fine anno.
Quando i responsabili della didattica riterranno superate le vecchie edizioni solo allora potrà darsi luogo ad un nuovo acquisto ad intero carico delle finanze comunali. da qui partirà un nuovo ciclo di prestiti fino a quando i responsabili didattici non riterranno opportuno il rinnovo dell’edizione.
Considerando che finanziamento delle politiche dell’istruzione vede coinvolti numerosi soggetti, pubblici ma anche soggetti privati e del terzo settore, questi ultimi soprattutto per l’esercizio del diritto allo studio e la messa a disposizione di borse di studio, è nostra intenzione chiamare gli elementi più coscienti del mondo del lavoro (imprenditori, professionisti, ecc.) a premiare, tramite borse di studio, gli allievi più meritevoli e bisognosi si per rendere effettivo il dettato costituzionale che gli obblighi di legge sopra richiamati.
Tutto ciò (comodato d’uso e borse di studio) si tramuterebbe in un risparmio immediato per le famiglie bisognose con figli meritevoli.
§ 5 Dispersione scolastica e orientamento
Riteniamo utile, per combattere il fenomeno dell’abbandono degli studi, un’attività di orientamento agli studi per informare gli studenti a che tipo di difficoltà andranno incontro, che materie dovranno studiare, che tipo di impegno e di mezzi richiede l’università.
A tal fine intendiamo creare un servizio di tutoraggio che affianchi gli studenti su tutta una serie di versanti, tra i quali: fornire assistenza sugli aspetti burocratici dell’iscrizione, nella determinazione dell’ISEE, nella ricerca degli alloggi in cui tendono soggiornare, nel sostegno agli studenti in difficoltà con gli esami.
§ 6 Edifici scolastici
La ricognizione degli edifici scolastici che stiamo effettuando mostra la necessità di urgenti interventi su diversi fronti.
Gli immobili in alcuni plessi sono da ristrutturare. Molti materiali come banchi, lavagne, sedie hanno fato il loro tempo e richiedono un’immediata sostituzione.
La salute dei lavoratori e degli studenti richiede la messa a norma di molti edifici. Alcune cose possono essere fatte immediatamente e senza risorse eccessive, come l’acquisto di tende per proteggere dal sole insegnanti ed alunni. L’amministrazione comunale attuale nemmeno su tale versante mostra sensibilità.
§ 7 Asili nido comunali
La popolazione in età prescolare (0-6 anni) conta ad Anzio 4.109 unità, le quali possono far affidamento solo su servizi privati.
Nell’ottica del ri-orientamento e riqualificazione in termini sociali della spesa comunale è necessario che si dia il via alla progettazione e realizzazione di asili nido comunali. I servizi all’infanzia (0-6 anni) sono di competenza esclusiva dell’ente Comune. Questo è un concreto aiuto alle famiglie. Tale servizio permette, a chi ne senta il bisogno, di impegnarsi nel mondo del lavoro contribuendo all’elevazione materiale e spirituale della comunità. Il disinteresse per la costituzione e l’erogazione di un siffatto e vitale servizio da il segno della visione sociale di una Amministrazione comunale. Noi vogliamo liberare le famiglie, che lo desiderano, dall’incombenza legata alla cura della prole, che nella società attuale, significa liberare la donna dal solo ruolo educativo famigliare. Noi abbiamo bisogno di donne i tutti i luoghi e ruoli che la società richiede.
§ 8 Fonti finanziarie comunitarie
Non va dimenticato che la comunità locale è anche artefice delle necessarie politiche volte al raggiungimento degli obiettivi fissati in sede UE, e tra questi vi è quello di “migliorare la qualità dei sistemi d’istruzione e di formazione che rappresentano uno strumento privilegiato di coesione sociale e culturale, nonché uno strumento economico considerevole, destinato a migliorare la competitività ed il dinamismo dell’Europa; di facilitare l’accesso di tutti all’istruzione e alla formazione, consentendo la riduzione del tasso di dispersione scolastica ed il facile inserimento degli studenti immigrati; di aprire l’istruzione e la formazione sul mondo”.
Sulla base di tali obiettivi, è stato formulato dal Governo italiano il Quadro strategico nazionale 2007-2013 nel quale vengono fissate varie priorità di intervento, che individuano gli ambiti meritevoli di sostegno finanziario. Noi intendiamo accedere a tale risorse presentando idonei progetti.
Nel caso della scuola numerose potenzialità e possibilità le Amministrazioni passate hanno lasciato cadere nel vuoto. Ci rimane solo il 2013 prima della prossima programmazione, e noi lo vogliamo sfruttare. A titolo esemplificativo elenchiamo alcuni degli obiettivi che le Amministrazioni passate hanno trascurato e sulle quali noi ci impegniamo a realizzare progetti per accedere ai relativi finanziamenti.
A) Rafforzare, integrare e migliorare la qualità dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro e il loro collegamento con il territorio
Gli obiettivi specifici sono due:
A.1 Migliorare la qualità dell’offerta di istruzione-formazione, i risultati dell’apprendimento e agevolare la riconoscibilità delle competenze acquisite
A.2 Migliorare il governo dell’attuazione, l’integrazione tra i sistemi dell’istruzione, formazione e lavoro e il rapporto con il territorio
B) Innalzare i livelli di apprendimento e di competenze chiave, l’effettiva equità di accesso ai percorsi migliori, aumentare la copertura dei percorsi di istruzione e formazione iniziale
Gli obiettivi specifici sono tre:
B.1 Accrescere il tasso di partecipazione all’istruzione e formazione iniziale
B.2 Innalzare i livelli medi dell’apprendimento, promuovere le eccellenze e garantire un livello minimo di competenze per tutti
B.3 Accrescere la diffusione, l’accesso e l’uso della società dell’informazione nella scuola e nel sistema formativo
C) Aumentare la partecipazione a opportunità formative di base e avanzate lungo tutto l’arco della vita
Previsione risorse per il 2012 per l’Istruzione pubblica per soggetto finanziatore, totale risorse: 12.614.398,00
Spese totali ripartite per destinazione, spese totali 12.614.398,00
La tabella seguente ci mostra come i 4,6 mil/€ destinati al Programma
Istruzione Pubblica siano effettivamente spesi
Dai 4,6 mil/€ dobbiamo sottrarre le spese non elastiche: Personale, Interessi passivi, Oneri straordinari. Rimangono euro 3.891.767,00 quindi in sostanza le vere disponibilità cadono dai 4,6 milioni esposti in bilancio a 3,8 milioni effettivamente disponibili per essere indirizzate politicamente in modo differente.
Estratti normativa
“L’art. 139 del decreto legislativo n. 112/1998, attuativo della legge n. 59/1997, attribuisce alle Province, per quanto riguarda l’istruzione secondaria superiore, ed ai Comuni, per quanto concerne gli altri gradi inferiori di scuola, i seguenti compiti e funzioni:
a) la programmazione territoriale dell’offerta di istruzione e l’organizzazione e la gestione della rete scolastica; tale funzione in concreto si esplica attraverso interventi volti all’istituzione, all’aggregazione, alla fusione e alla soppressione di scuole in attuazione degli strumenti di programmazione, nonché attraverso la redazione dei piani di organizzazione della rete delle istituzioni scolastiche;
b) l’edilizia scolastica ed il suo utilizzo sociale; si tratta di funzioni attribuite agli Enti locali già ad opera della legge sull’edilizia scolastica, n. 23/1996;
c) le azioni di supporto all’autonomia scolastica;
d) le competenze attribuite alle Amministrazioni locali dalla legislazione.”
“Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, la l. 23/1996, seguita dal d.lgs. 112/1998 ed in seguito il d.lgs. 267/2000 (Testo unico degli Enti locali), hanno ricomposto le competenze di tutta la scuola secondaria superiore presso la Provincia e quelle degli altri gradi inferiori di istruzione al Comune.regionale in materia di diritto allo studio e di orientamento.”
“In particolare, l’art. 3 della legge n. 23/1996, attribuisce ai Comuni ed alle Province ogni onere in materia di fornitura, costruzione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili adibiti all’uso scolastico, compresi l’adeguamento e la messa a norma, nonché le forniture d’acqua, di luce, di gas, di telefono e di riscaldamento con relativi impianti, l’arredamento scolastico ed infine le spese varie d’ufficio, uniti alla fornitura di materiale didattico, registri e stampati, di materiali di cancelleria, come stabilito nell’articolo 159 del d.lgs. 297 del 1994 e ai consolidati servizi di assistenza scolastica e diritto allo studio, di cui agli articoli 42 e 45 del DPR 616/77 consistenti essenzialmente in trasporti, mense, libri di testo, borse di studio.”
“Per quanto concerne la funzione di supporto all’autonomia scolastica, gli Enti locali sono chiamati ad un compito di “qualificazione del sistema scolastico”, che si esplica attraverso una serie di interventi di natura oggettivamente qualitativa finalizzati da un lato a supportare le istituzioni scolastiche autonome, e dall’altro a potenziare e ottimizzare l’offerta formativa sul territorio. Tali interventi riguardano principalmente: l’educazione degli adulti, l’integrazione tra orientamento scolastico e professionale, la realizzazione delle pari opportunità di istruzione, gli interventi perequativi, le azioni di supporto tese a promuovere e sostenere la coerenza e la continuità in verticale e orizzontale tra i diversi gradi e ordini di scuola, la prevenzione della dispersione scolastica.”
Finanziamenti a supporto delle attività scolastiche
Intendiamo porre in essere tutte quelle attività rivolte a sostenere economicamente le famiglie per il sostenimento dei costi della scuola.
In specie implementeremo la formula del "libro in comodato d'uso" con il quale lo studente entra in possesso di un testo che dovrà riconsegnare a fine anno.
Faremo bandi per l'assegnazione di "borse di studio" rivolte al sostegnodelle famiglie in conidizioni economiche disagiate, tramite il ricorso allo strumento dell'ISEE, ed indipendentemente dai risultati scolastici conseguiti dall'alunno.
In ordine alla recente disposizine che prevede solo "libri on line" per alcuni ordini di scuola, riteniamo che l'Amministrazione debba farsi carico della stampa dei suddetti libri e relativa consegna gratuita alle famiglie.
Mensa scolastica
Riteniamo che la privatizzazione e l'esternalizzazione di molti servizi pubblici non abbia portato a miglioramenti nella qualità dei servizi, nè nel livello della spesa che sopportano l'Amministrazine e le famiglie.
Nostro intento è procedere ad un indagine sulla fattibilità o meno della internalizzazione del servizio mensa, riportando nel pubblico, cioè sotto diretta sorveglianza della cittadinanza la somministrazine dei pasti per gli alunni.
Intendiamo dare corpo al progetto "Mensa Biologica" la quale è finanziata per il 60% da fondi regionali, con un duplice vantaggio: da un lato il miglioramento qualitativo del servizio, dall'altro una riduzione sostanziale del costo del servizio.
Infine riteniamo che la compartecipazione al pagamento della quota a carico delle famiglie del servizio mensa debba essere graduato in funzione del disagio economico delle famiglie, e pertanto, tale somma dovrà essere agganciata in modo progressivo ad un idoneo valore dell'ISEE.
Edilizia scolastica
Le strutture scolastiche non sono adeguate. Esse non rispettano le norme che prevedono determinati spazi e volumi per alunno. La qualità dei locali dal punto di vista della falicitazione dell'apprendeimento è pessima. Mancano idonei spazi per lo svolgimento di diverse attività didattiche (pittura, ecc.). Le norme di sicurezza sono spesso disattese, o nascoste dietro il paravento di una documentazione solo formale. Gli spazi adibiti a mensa non sono idonei.
Noi intendiamo affidare l'inicarico, ai soggetti preposti per legge e ad un soggetto terzo, indipendente cioè dall'organismo scuola e dalla Pubblica Amministrazione, della ricognizione dello stato dei luoghi affinchè ne emerga un quadro di intervento finalizzato a porre rimedio alle carenze idnividuate.
Compito della futura amministrazione sarà la costruzione di almeno un asilo nido comunale.
Immigrazione
La forte presenza degli immigrati sul territorio è cosa nota. Essi frequentano le nostre scuole, ospedali, negozi, ecc.. Usufruiscono dei servizi sociali, lavorano spesso sul territorio.
Riteniamo pertanto che l'amministrazione, tra le altre cose, si faccia promotrice di un gesto di coesione ed integrazione, conferendo la cittadinanza onoraria ai cittadini stranieri nati in Italia e che frequentino la scuola dell'obbligo, nonchè ai loro genitori, e a tutti coloro che dimostrano di avere un imiego o di condurre un'attività economica.
Inoltre il venir meno del fondo denominato "forte flusso migratorio", a causa delle politiche di austerità, è venuta meno la risorsa finanziaria con la quale venivano posti in essere le attività di formazione-integrazione come i corsi di lingua italiana per stranieri, ed altro ancora. Infine, anche il ruolo dei mediatori culturali, essenziali non solo in ambito scolastico ma ovunque l'immigrato incontra la Pubblica Amministrazione (Asl, Scuola, ecc.) ha scontato gli effetti di politiche dissennate.
Noi intendiamo finanziare con le risorse comunali o europee tutte le suddette attività e finalità, anche tramite l'attivazione di un Centro Territoriale Permanente che svolga le suddette funzioni in modo sistematico.
Disturbi dell'apprendimento
Dopo le recenti disposizioni normative il corpo insegnante deve farsi carico di tutte quelle problematiche connesse a quei soggetti che pur essendo in grado di raggiungere gli stessi obiettivi degli altri ragazzi, necessitano di metodi e strumenti didattici alternativi.
L'Amministrazione deve mettere in condizione il corpoinsegnante di potere espletare al meglio tale funzione aggiuntiva, fornendo i materiali e gli strumenti, anche informatici, atti allo scopo.